Secondo uno studio appena pubblicato su Lancet Neurology la terapia a lungo termine con farmaci antipsicotici in pazienti anziani con malattia di Alzheimer può aumentare la mortalità di questi pazienti.
I dati pubblicati fanno parte del follow-up a lungo termine del Dementia Antipsychotic Withdrawal Trial (DART-AD).

Dall'ottobre 2001 all'ottobre 2004 gli scienziati del King's College di Londra hanno monitorato l'evolvere malattia di Alzheimer da moderata a severa di 128 pazienti, in età compresa tra i 67 e i 100 anni, che vivevano in strutture di assistenza.
I pazienti sono stati randomizzati a continuare la terapia con farmaci antipsicotici per 1 anno oppure passare a placebo.  La sopravvivenza a 12 mesi, end point primario dello studio, è risultata del 70% nei pazienti trattati con antipsicotici verso il 70% nel gruppo placebo. Il follow up successivo ha aumentato questa differenza: dopo 2 anni di terapia Il 46% dei pazienti trattati con antipsicotici era ancora in vita verso il 71% che non li assumeva; a 3 anni il dato era del 30% nel gruppo antipsicotici e del 59% nel gruppo placebo.

I farmaci antipsicotici utilizzati nello studio erano tioridazina, cloropromazina, aloperidolo, risperidone e trifluoperazina. Gli Autori consigliano di sostituire i neurolettici con interventi psicologici o determinati antidepressivi, riservando i primi solo ai disturbi neuropsichiatrici davvero gravi.
Studio di Lancet Neurology