Le donne che assumono antipsicotici durante la gravidanza, compresi quelli che si pensava avessero minori possibilità di dare effetti indesiderati metabolici, sono a maggior rischio di sviluppare il diabete e dare alla luce bambini di basso peso alla nascita. Lo evidenzia un’analisi dei dati di tre registri sanitari nazionali svedesi, da cui emerge un rischio di diabete gestazionale quasi raddoppiato nelle donne incinte che hanno assunto questi farmaci rispetto a quelle che non li hanno presi. Il lavoro è pubblicato sul numero di luglio degli Archives of General Psychiatry.

Gli autori dello studio, opera di un team dell'Università di Uppsala e del Karolinska Institutet di Stoccolma, hanno anche scoperto che alcuni antipsicotici sono associati con una testa insolitamente grande nei neonati.

"Le donne incinte trattate con antipsicotici andrebbero tenute sotto stretta osservazione per cogliere l’eventuale sviluppo di diabete gestazionale e di anomalie nella crescita del feto" concludono i ricercatori, guidati da Robert Boden, dell’Università di Uppsala.

Nella lavoro, gli autori scrivono che la ricerca sull’uso degli antipsicotici durante la gravidanza finora è stata "carente o assente", con poche informazioni anche dagli studi osservazionali. Tuttavia, fanno notare, alcuni degli effetti collaterali dei nuovi farmaci antipsicotici, tra cui l'aumento di peso, l'insulino-resistenza e l'iperlipidemia, destano ragionevolmente qualche preoccupazione per il rischio di diabete gestazionale nelle donne in gravidanza e di difetti nei nascituri.

Per saperne di più, gli autori svedesi hanno esaminato i dati del registro nazionale sulle nascite relativi a quasi 360 mila donne che hanno partorito tra il luglio 2005 e il dicembre 2009 e di altri due registri.

L’analisi ha mostrato che soltanto 507 avevano fatto uso di antipsicotici in gravidanza. Tra queste, 169 avevano preso olanzapina e clozapina, i due agenti più comunemente associati ad effetti avversi metabolici, mentre 338 avevano assunto altri antipsicotici e gli autori hanno analizzato i risultati separatamente per i due gruppi.

Dopo aver aggiustato i dati in base a età della madre, paese di origine, fumo, altezza, stato di convivenza e il numero di gravidanze precedenti, l’uso degli antipsicotici di entrambi i gruppi è risultato associato a un rischio circa doppio di diabete gestazionale rispetto al non uso di questi farmaci: odds ratio uguale a 1,94 con olanzapina e/o clozapina: (IC al 95% 0,97-3,91) e 1,77 con gli altri antipsicotici (IC al 95% 1,04-3,03).

Entrambi gli odds ratio si sono ridotti e sono diventati non significativi quando è stato incluso nell’aggiustamento anche l’indice di massa corporea delle future mamme nella prima fase della gravidanza.

Il team svedese ha inoltre indagato sulla relazione tra uso antipsicotici e risultati di nascita.

Nell’analisi dei dati grezzi, con entrambi i gruppi di antipsicotici sembrano essere state più frequenti le nascite di bambini ritenuti piccoli per lunghezza e peso in base all’età gestazionale, con odds ratio compresi tra 1,7 e oltre 2,6. Tuttavia, dopo gli aggiustamenti in base alle caratteristiche della madre, le associazioni si sono attenuate in modo sostanziale e non sono più risultate significative.

È emerso però un dato strano relativamente alla circonferenza della testa. Nel gruppo trattato con antipsicotici diversi da olanzapina e/o clozapina si è vista un’associazione significativa con una piccola dimensione della testa per l’età gestazionale prima di aggiustare i dati in base alle caratteristiche materne ed è rimasto un trend forte anche dopo che l’aggiustamento (OR 1,64; IC al 95% 0,97-2,77). Tra i neonati nati da madri che avevano assunto olanzapina e/o clozapina, al contrario, è emersa un’associazione tra uso di questi farmaci e testa di grandi dimensioni, rimasta significativa anche dopo l’aggiustamento (OR 3,02; IC al 95% 1,60-5,71).

Boden e colleghi spiegato nel lavoro che in studi precedenti il diabete gestazionale è stato associato alla nascita di bambini grossi per la loro età gestazionale. Poiché il feto non è resistente all’insulina, gli alti livelli di zucchero al quale è esposto determinano un’elevata secrezione di insulina, che, a sua volta, produce macrosomia e un incremento delle dimensioni fetali.

I risultati divergenti sulle dimensioni della testa tra i due gruppi di antipsicotici suggeriscono che possono essere in gioco effetti farmacologici diretti, ma i ricercatori dicono di non riuscire a spiegare perché olanzapina e clozapina, a differenza degli altri antipsicotici, farebbero aumentare il rischio di dare alla luce bambini con la testa grossa. Gli autori, tuttavia, suggeriscono che il fumo materno probabilmente sia il principale responsabile dell’apparente relazione tra basso peso e bassa statura alla nascita e uso degli antipsicotici prima dell’aggiustamento dei dati, relazione influenzata, quindi, dalla presenza di fattori confondenti


R. Boden, et al. Antipsychotics during pregnancy: relation to fetal and maternal metabolic effects. Arch Gen Psychiatry 2012;69:715-721. Doi:10.1001/archgenpsychiatry.2011.1870
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