La combinazione di bevacizumab (Avastin, Roche) e chemioterapia, seguita da una terapia di mantenimento con solo bevacizumab ha permesso di aumentare la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla sola chemioterapia nelle donne con carcinoma ovario avanzato, non trattate in precedenza. Lo ha evidenziato lo studio GOG 0218, un trial a tre bracci su donne con tumore dell'ovaio di nuova diagnosi, ma in fase avanzata, già sottoposte all'intervento chirurgico per l'asportazione della neoplasia.
I dati completi saranno presentati in giugno al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO).

Le partecipanti sono state suddivise in tre bracci: il primo trattato con placebo più chemioterapia a base di carboplatino e paclitaxel, seguiti dal solo placebo, con una durata della terapia fino a 15 mesi; il secondo con bevacizumab più carboplatino e paclitaxel, seguiti dal solo placebo, per un periodo fino a 15 mesi; il terzo con bevacizumab più carboplatino e paclitaxel, seguiti dal solo bevacizumab come mantenimento, per un periodo fino a 15 mesi.

Lo studio ha evidenziato che le donne del gruppo che ha continuato la terapia con l'anticorpo di mantenimento, dopo aver ricevuto bevacizumab insieme con la chemioterapia, hanno avuto una PFS superiore rispetto a quelle del primo gruppo, trattate con la sola chemioterapia; in quelle del secondo, che non ha effettuato il mantenimento, la PSF è stata invece paragonabile a quella delle donne che hanno ricevuto solo la chemioterapia.

I dati sembrano dunque sottolineare l'importanza, dopo la chirurgia iniziale, di una fase di mantenimento con bevacizumab a seguito del trattamento combinato con l'anticorpo e la chemioterapia, per migliorare la sopravvivenza in queste pazienti.

Lo studio è stato sponsorizzato dal National Cancer Institute (NCI), nell'ambito di un accordo di cooperazione per  la ricerca e lo sviluppo siglato tra il NCI e Genentech, parte integrante del gruppo Roche, ed è condotto dai ricercatori del GOG (Gynecologic Oncology Group), un gruppo cooperativo di ricerca sui tumori ginecologici.

Bevacizumab è al momento oggetto di indagine in oltre 450 studi clinici su svariati tipi di tumori; tra questi, circa 25 sono in corso negli Stati Uniti su donne colpite da carcinoma ovarico in vari stadi.