Le esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) si riducono significativamente nei pazienti trattati con azitromicina. E’ il risultato di uno studio pubblicato sul NEJM.

Lo studio ha arruolato 1.142 pazienti di età superiore ai 40 anni, con diagnosi di Bpco, che durante l’anno precedente allo studio avevano necessitato della supplementazione di ossigeno o di steroidi, che avevano presentato almeno un’esacerbazione della patologia e che non presentavano esacerbazioni da almeno 4 settimane prima di iniziare lo studio.

I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere 250 mg/die di azitromicina o placebo per un anno in aggiunta alle cure standard per la patologia.
Dallo studio è emerso che il tempo alla prima esacerbazione dei soggetti che avevano ricevuto il farmaco era di 266 giorni, rispetto ai 174 giorni dei controlli (P<0,001). La differenza di tempo si traduceva in un HR pari allo 0,73 a favore dell’azitromicina (P<0,001).

Gli effetti del farmaco si sono mantenuti anche dopo aggiustamento per sesso, età, funzione polmonare al basale e al centro di cura.
Dei pazienti che avevano ricevuto il farmaco, 741 avevano presentato esacerbazioni della patologia, rispetto ai 900 soggetti che avevano ricevuto il placebo. Questi dati si traducono in un tasso di esacerbazioni per paziente dell’1,48 all’anno per il gruppo assegnato all’azitromicina e di 1,83 per quelli assegnati al placebo (P=0,01). L’NNT (number needed to treat) per prevenire un’esacerbazione di Bpco era di 2,86.

L’endpoint secondario dello studio riguardava la qualità della vita dei pazienti. Per le valutazioni della qualità della vita i ricercatori hanno somministrato ai pazienti il questionario St. George, il cui risultato era di 2,8 con azitromicina e di 0,6 con il placebo (p=0,004). Il 43% dei pazienti assegnati al farmaco e il 36% di quelli assegnati al placebo ha presentato una riduzione di almeno quattro punti del punteggio ottenuto attraverso il questionario, rispetto al basale (P=0,03).

Per entrambi i gruppi in studio la mortalità generale era del 3-4%, quella per cause respiratorie era del 1-2% e quella cardiovascolare dello 0,2%.
La riduzione dell’udito confermata mediante audiometro si è presentata nel 25% dei pazienti assegnati all’azitromicina e nel 20% dei controlli (P=0,04).

Tra i pazienti senza colonizzazione batterica nasofaringea al basale, il 12% di quelli assegnati al farmaco e il 31% dei controlli ha sviluppato infezione dopo l’arruolamento (P<0,001). Nell’81% dei pazienti che avevano ricevuto il farmaco e che avevano sviluppato infezione e nel 41% dei controlli è stata verificata la resistenza ai macrolidi.

Albert RK, et al "Azithromycin for prevention of exacerbations of COPD" N Engl J Med 2011; 365: 689-698
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Elisa Spelta
Medical Writer