I pazienti sottoposti a resezione di un carcinoma gastrico seguita da chemioterapia adiuvante hanno un rischio associato di morte inferiore e una sopravvivenza libera da malattia migliore rispetto ai pazienti trattati con la sola chirurgia. A questo risultato è giunta un'ampia metanalisi di studi controllati e randomizzati, appena pubblicata su JAMA.

Il cancro allo stomaco è una neoplasia comune è ancora oggi tra i big killer oncologici. "Per i tumori in fase iniziale si può in genere utilizzare la chirurgia con intento curativo, ma la sopravvivenza dei pazienti a 5 anni è deludente e il 50-90% dei pazienti muore a causa di una recidiva" scrivono gli autori nell'articolo.

Negli ultimi 30 anni parecchi studi hanno confrontato la chemioterapia adiuvante e la sola chirurgia, senza però fornire evidenze conclusive dell'efficacia e della superiorità della prima strategia. Per questo, i ricercatori del GASTRIC Group (un gruppo cooperativo internazionale impegnato nella ricerca sul cancro allo stomaco) hanno eseguito una metanalisi dei lavori già pubblicati sull'argomento, identificando 31 trial eligibili (per un totale di 6390 pazienti). Ad oggi, i dati relativi ai singoli pazienti erano disponibili per 17 studi (per un totale di 3.838 pazienti), con follow-up mediano superiore a 7 anni.

Il primo obiettivo dello studio era quantificare i possibili benefici della chemioterapia adiuvante dopo resezione completa del tumore rispetto alla sola chirurgia in termini di sopravvivenza globale e sopravvivenza libera da malattia. Ma non solo. L'analisi ha preso in esame anche il ruolo dei diversi regimi possibili (monochemioterapia, chemioterapia combinata a base di derivati del fluorouracile, mitomicina C e altri farmaci, ma non antracicline; chemioterapia combinata a base di derivati del fluorouracile, mitomicina C e antracicline, altri regimi di polichemioterapia).

Nei 1.924 pazienti dei gruppi trattati con la chemioterapia adiuvante si sono avuti 1.000 decessi contro 1.067 tra i 1.857 pazienti sottoposti alla sola resezione e la chemioterapia post-operatoria è risultata associata a un beneficio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza globale [ hazard ratio (HR), 0,82; IC al 95%, 0,76-0,90; P < 0,001)], pari a una riduzione del rischio di mortalità del 18%, e di sopravvivenza libera da malattia (HR 0,82; IC al 95%, 0,75-0,90; P < 0,001), pari a una riduzione del 18% del rischio di ricaduta.

La sopravvivenza globale mediana è stata di 7,8 anni nel gruppo che ha ricevuto la chemioterapia contro 4,9 anni in quello trattato con la sola chirurgia. Inoltre, la chemioterapia adiuvante ha portato a un incremento della sopravvivenza globale a 5 anni dal 49,6% al 55,3%, pari a un miglioramento di quasi il 6%, che si è mantenuto anche a 10 anni.

Per quanto riguarda i diversi regimi di trattamento, non sono emerse differenze significative ai fini della sopravvivenza globale (P = 0.13).
Sulla base di questi risultati, gli autori concludono che secondo questa metanalisi, regimi di chemioterapia a base di fluororacile (anche in monoterapia) sono associati a un miglioramento della sopravvivenza globale e sono da utilizzare in quei pazienti che non hanno ricevuto trattamenti perioperatori dopo una resezione completa del tumore.

The GASTRIC (Global Advanced/Adjuvant Stomach Tumor Research International Collaboration) Group. Benefit of Adjuvant Chemotherapy for Resectable Gastric Cancer. A Meta-analysis. JAMA. 2010;303[17]:1729-1737
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