Sanofi-aventis ha reso noto che cabazitaxel, un taxano di nuova generazione, ha raggiunto l'end point primario di uno studio di fase III condotto su pazienti con tumore alla prostata metastatico e la cui malattia era progredita nonostante una precedente chemioterapia.

Lo studio, denominato TROPIC, ha valutato 755 uomini con tumore alla prostata in fase avanzata in progressione nonostante una precedente chemioterapia a base di docetaxel.
Ai pazienti è stata somministrata una terapia a base di cabazitaxel e prednisone o mitoxantrone e prednisone.
Dopo un anno, nei pazienti trattati con cabazitaxel si è osservato un 305 di riduzione del rischio di mortalità. La sopravvivenza media è stata di 15,1 mesi con cabazitaxel e di 12,7 mesi nel braccio mitoxantrone (P<0.0001).
Nel gruppo cabazitaxel è migliorata anche la sopravvivenza senza progressione: 2,8 mesi vs 1,4 mesi; P<0.0001.

I dati completi verranno resi noti domani in occasione del Genitourinary Cancers Symposium che si svolgerà a san Francisco.

Cabazitaxel è un taxano di nuova generazione, progettato per essere efficace anche nei pazienti resistenti ai taxani attualmente in terapia, paclitaxel e docetaxel.
Cabazitaxel inibisce la divisione cellulare e la proliferazione delle cellule tumorali legandosi e stabilizzando la tubulina, una proteina presente nei microtubuli cellulari con funzioni di stabilizzazione strutturale.

Il farmaco, sviluppato da Sanofi-aventis, viene anche testato in diversi altri tipi di tumore. Una volta in commercio avrà il marchio Jevtana.