Nei pazienti con infezione da HIV, l’applicazione di un cerotto a base di capsaicina all’8% allevia per almeno tre mesi il dolore neuropatico  associato alla patologia. E’ il risultato di un’analisi i cui risultati sono stati riportati in occasione del meeting dell’American Academy of Pain Medicine.

Nello studio, i pazienti che hanno aplicato una sola volta, per 30 minuti il cerotto a base di capsaicina all’8%,  hanno riportato una diminuzione del dolore neuropatico pari al 27% misurato attraverso la scala “Numeric Pain Rating Scale”, rispetto a una diminuzione media del 15,7% ottenuta con il farmaco di controllo (capsaicina 0,04%).

Nell’analisi, i ricercatori hanno esaminato i dati di 2 studi in cui 239 pazienti con HIV che presentavano  dolore neuropatico avevano utilizzato il cerotto a base di capsaicina all’8% e 99 soggetti avevano ricevuto il farmaco di controllo.
Il cerotto è stato applicato una sola volta per un periodo di 30 minuti e i pazienti sono stati seguiti per i 3 mesi successivi all’applicazione. I pazienti sono stati trattati con lidocaina al 4% prima dell’applicazione del cerotto.

Circa il 36% dei pazienti che avevano applicato il cerotto a base di capsaicina all’8% hanno presentato una riduzione pari o superiore al 30% del dolore neuropatico valutato attraverso la Numeric Pain Rating Scale, rispetto al 22% dei controlli (P=0,0051). Circa il 37% dei pazienti che avevano ricevuto il cerotto a base di capsaicina all’8% ha ottenuto un miglioramento superiore ai 2 punti della Numeric Pain Rating Scale, rispetto al 24% controlli (P=0,0284). In base ai risultati del “Global Patient Impression of Pain”, circa il 36% dei soggetti trattati con il cerotto a base di capsaicina all’ 8% ha riportato che il dolore si era ridotto, rispetto al 22% dei controlli (P = 0,0162).

Circa il 98% dei pazienti ha tollerato l’applicazione del cerotto per almeno il 90% della durata totale dell’applicazione. L’evento avverso più frequente era dolore ed eritema in corrispondenza del sito di applicazione del cerotto.

Meccanismo di azione della capsaicina
La capsaicina ha un meccanismo d’azione interessante e unico nel suo genere che è stato meglio compreso una decina di anni fa quando venne identificato il Transient Receptor Potential Vanilloid-1 (TRPV1), chiamato più semplicemente recettore della capsaicina, un elemento chiave nella trasmissione e modulazione delle sensazioni dolorose.

La stimolazione continua di TRPV1, ottenuta con un utilizzo ripetuto di capsaicina, aumenta in modo massivo la concentrazione intracellulare di ioni Ca2+ che attiva le proteasi calcio-sensibili e modifica le forze osmotiche all’interno del neurone. Come conseguenza gli assoni sensoriali di piccole dimensioni diventano meno sensibili altri stimoli dolorosi, al caldo e alla capsaicina stessa. Questo effetto, viene definito come “desensibilizzazione” delle fibre nervose dovuta a una vera e propria degenerazione dei neuriti che regrediscono dall’epidermide verso gli strati interni.

Questa proprietà della capsaicina e degli altri agonisti dei recettori TRPV1, di desensibilizzare funzionalmente le terminazioni nervose nocicettive, è stata storicamente il razionale per lo sviluppo di formulazioni topiche di capsaicina nel trattamento di varie sindromi di dolore cronico.
Il cerotto a base di capsaicina all’8% è stato approvato nel 2009 in Europa per la terapia del dolore neuropatico e dall’Fda nel 2010 per la nevralgia posterpetica. Il farmaco non è ancora in commercio nel nostro paese.

Neuropatia associata all’HIV
La neuropatia associata all’HIV può essere provocata dal virus stesso, dalla risposta immunitaria del paziente al virus o dall’ azione neurotossica di alcuni farmaci antiretrovirali, come gli inibitori della trascrittasi inversa, che interferiscono con la sintesi del DNA e provocano anomalie a livello mitocondriale (Ferrari S, 2006). La progressione della malattia e fattori di rischio (età avanzata, deficit nutrizionali, abuso di alcol, alta carica virale, bassa conta dei CD4, terapia con inibitori della trascrittasi inversa) sono associati ad un aumento del rischio di insorgenza di polineuropatia sensoriale distale, condizione morbosa frequente in questo setting: infatti interessa il 30% dei pazienti HIV positivi e circa il 100% di quelli con AIDS conclamato.

Vanhove G, et al "Efficacy of NGX-4010 (Qutenza), a capsaicin 8% patch, applied for 30 minutes in patients with HIV-associated neuropathy: Results of integrated analyses" AAPM 2011; Abstract 139.
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