Chirurgia bariatrica, l'effetto cambia a seconda del tipo di obesitÓ

La chirurgia bariatrica nei pazienti obesi pu˛ dare benefici diversi a seconda del sottogruppo di obesitÓ a cui i soggetti appartengono. Gli "obesi con disturbi alimentari" sono quello che ottengono la maggior perdita di peso 3 anni dopo l'intervento. Sono i risultati di una ricerca presentata alla Obesity Week 2018 e pubblicata sulla rivista Obesity.

La chirurgia bariatrica nei pazienti obesi può dare benefici diversi a seconda del sottogruppo di obesità a cui i soggetti appartengono. Gli “obesi con disturbi alimentari” sono quello che ottengono la maggior perdita di peso 3 anni dopo l’intervento. Sono i risultati di una ricerca presentata alla Obesity Week 2018 e pubblicata sulla rivista Obesity.

«Quando si esamina la letteratura per guidare la propria pratica clinica, bisogna guardare oltre la risposta media. Le analisi dei sottogruppi possono aiutare a identificare un trattamento appropriato per alcune popolazioni particolari di pazienti» ha detto Alison Field, della Brown University School of Public Health, a Providence, Rhode Island.

Risultati diversi in diversi sottotipi di pazienti obesi
Utilizzando dati di 2456 pazienti partecipanti allo studio LABS (Longitudinal Assessment of Bariatric Surgery), i ricercatori hanno identificato quattro sottogruppi di pazienti obesi che hanno ottenuto diversi risultati di perdita di peso 3 anni dopo l’intervento di chirurgia bariatrica:
•    pazienti di classe 1 con diabete e bassi livelli di colesterolo HDL
•    pazienti di classe 2 con diabete e alimentazione disordinata
•    pazienti di classe 3 con diabete e un mix di caratteristiche
•    pazienti di classe 4 con diabete e obesità estrema a esordio precoce.

Complessivamente, i soggetti nelle classi 2 e 3 hanno ottenuto una perdita di peso a 3 anni dopo l'intervento significativamente superiore rispetto a quelli delle classi 1 e 4.

Field ritiene che siano necessari più dati per determinare il trattamento ottimale per ogni sottotipo di obesità, ma finché non saranno disponibili, è bene chiedere ai pazienti se mangiano in modo disordinato. «Penso che sarebbe utile domandare quanto spesso continuano a mangiare anche quando si sentono pieni e o non hanno fame», ha aggiunto.

Esiti diversi della chirurgia a seconda del sottotipo
Dei 2456 pazienti adulti inclusi nello studio, 91 erano in classe 1, 892 in classe 2, 1108 in classe 3 e 365 in classe 4. Circa due terzi dei pazienti nelle classi 1 e 4 erano donne ed erano ancora di più negli altri due gruppi.

Circa il 98% dei partecipanti in classe 1 (HDL basso) aveva il diabete, rispetto al <40% nelle altre classi. L'indice mediano di massa corporea (BMI) al basale era significativamente più alto nella classe 4 rispetto agli altri gruppi (58,3 kg/m2), ma in questo gruppo la prevalenza del diabete era inferiore a quella della classe 1 (38,5% vs 97,8%).

Sulla base delle interviste, alte percentuali di persone nella classe 2 (alimentazione disordinata) hanno riportato una tendenza a mangiucchiare senza controllo (60,8%), disturbo da alimentazione incontrollata (36,6%), alimentazione notturna (26,0%), o mangiare senza avere fame (92,4 %) e mangiare pur sentendosi sazi (73,9%).

Questi comportamenti sono stati identificati rispettivamente anche nel 41,7%, 19,8%, 14,1%, 37% e 31,7% dei pazienti di classe 1, ma erano molto meno comuni nelle classi 3 e 4.

Maggiore perdita di peso nelle classi 2 e 3
La classe di obesità di appartenenza è risultata predittiva della perdita di peso a 3 anni dall’intervento di chirurgia bariatrica.

I pazienti delle classi 2 e 3 tre hanno beneficiato maggiormente della chirurgia, e in misura significativa, rispetto ai pazienti della classe 4.

Gli uomini e le donne con un'alimentazione disordinata (classe 2) hanno avuto la maggior perdita di peso, mediamente del 28,5% e del 33,3% rispetto a prima dell’intervento chirurgico, rispettivamente. Bisogna capire se questo risultato «riflette il fatto di diventare meno sensibili agli stimoli esterni, a cambiamenti dell'appetito o altri cambiamenti nei comportamenti sempre riguardanti l’appetito», hanno osservato i ricercatori.

Nella classe 4, dopo 3 anni gli uomini pesavano in media il 25% in meno rispetto al basale, mentre le donne il 30,3% in meno. La perdita di peso nella classe 1 non era significativamente diversa da quella della classe 4. Sebbene i soggetti in classe 1 (diabete con HDL basso) non abbiano perso tanto peso rispetto a quelli delle classi 2 e 3, questo gruppo potrebbe beneficiare maggiormente della riduzione del diabete che è stata costantemente osservata con la chirurgia bariatrica, hanno aggiunto.

Il team di ricerca sta lavorando allo sviluppo di una app per smartphone per misurare in tempo reale quali elementi influenzano i comportamenti alimentari degli individui, sperando che possa risultare utile per fornire interventi personalizzati.

Pochi pazienti con il tipo di intervento più utilizzato
Samer Mattar dello Swedish Weight Loss Services di Seattle, Washington, commentando il risultato, ritiene «che il messaggio è che la chirurgia bariatrica/metabolica può influenzare positivamente tutti i pazienti, ma a vari livelli».

Ha fatto però presente che nello studio LABS la maggior parte dei pazienti era stata sottoposta a bypass gastrico, meno a bendaggio gastrico, mentre solo un piccolo numero aveva ricevuto la gastrectomia del manicotto, quindi la ricerca non riflette necessariamente la distribuzione odierna dei casi, dato che la maggioranza riceve proprio quest’ultimo tipo di intervento.

Field AE et al. Association of Obesity Subtypes in the Longitudinal Assessment of Bariatric Surgery Study and 3‐Year Postoperative Weight Change. Obesity. 2018 Nov 13.
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