Secondo un ampio studio di coorte pubblicato su PlosOne, l’utilizzo dell’antibiotico claritromicina durante il primo trimestre di gravidanza è associato a un aumento del rischio di aborto spontaneo.
Nello studio, le donne che avevano fatto uso del farmaco durante i primi mesi di gestazione avevano il 56% di probabilità in più di avere un aborto spontaneo, rispetto alle donne che non avevano utilizzato l’antibiotico. Non è stato osservato un aumento del rischio di difetti alla nascita nelle donne trattate con il medicinale.

Il farmaco non è comunque raccomandato durante la gravidanza in quanto studi su animali avevano dimostrato l’aumento del rischio di aborto e difetti alla nascita dovuti al suo utilizzo nei primi mesi di gestazione. Comunque, spiegano gli autori, siccome molte gravidanze non sono programmate e il farmaco è ampiamente utilizzato, molte donne potrebbero essere a rischio di aborto spontaneo.

Gli esperti hanno analizzato 931.504 gravidanze in Danimarca tra il 1997 e il 2007, inclusi 705.837 neonati, 77.553 aborti spontanei e 148.114 aborti indotti.
Utilizzando il database nazionale sulle prescrizioni, gli esperti hanno identificato 401 donne alle quali era stata prescritta la claritromicina durante il primo trimestre di gravidanza. Di queste donne, il 10% (n=40) ha avuto un aborto spontaneo, rispetto all’8,3% delle donne che non avevano fatto uso del farmaco. L’HR per aggiustato per l’aborto spontaneo era di 1,56 (IC 95% 1,14-2,13).

Dei 253 bambini nati dalle donne che avevano utilizzato l’antibiotico durante la gravidanza, il 3,6% ha presentato malformazioni, rispetto al 3,5% dei bambini nati da donne che non avevano assunto il medicinale. La differenza non era quindi statisticamente significativa.

In un’altra analisi non è stato osservato un aumento del rischio di aborto spontaneo se la claritromicina veniva utilizzata dalla madre nelle 12 settimane precedenti alla gravidanza. Inoltre non è stato osservato un aumento del rischio di aborto spontaneo con eritromicina e fenoximetilpenicillina o con un inibitore di pompa protonica o amoxicillina.

Comunque, lo studio presenta alcune limitazioni. Ad esempio non si conoscono le ragioni per le quali alle donne era stata prescritta la claritromicina. E’ possibile quindi che alcuni aborti fossero dovuti alla patologia e non alla somministrazione dell’antibiotico. Ulteriori analisi sono necessarie per chiarire con più precisione la sicurezza del farmaco durante la gravidanza.

Andersen JT, et al "Clarithromycin in early pregnancy and the risk of miscarriage and Malformation: a register based nationwide cohort study" PLOS ONE 2013; 8(1): e53327.
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