In occasione del congresso ESC di Barcellona il gruppo di studio OASIS ha presentato i risultati iniziali dello studio CURRENT-OASIS 7, un trial sponsorizzato da Sanofi-aventis  e Bristol-Myers Squibb che condividono lo sviluppo e, in alcuni paesi, la commercializzazione del farmaco clopidogrel.

Lo studio CURRENT-OASIS 7 è il più ampio mai condotto per valutare differenti regimi posologici a base di clopidogrel in associazione ad aspirina in un ampia tipologia di pazienti con sindrome coronarica acuta: angina instabile, infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) e infarto miocardico acuto senza sopraslivellamento del tratto ST (non-STEMI).

Lo studio è stato disegnato per valutare l'efficacia e la sicurezza di un regime a base di clopidogrel ad alte dosi (600 mg come dose di carico, 150 mg per i giorni 2-7, seguito dalla dose standard di 75 mg per i giorni 8-30) in pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica, verso il dosaggio approvato di clopidogrel (300 mg come dose di carico,  seguito dalla dose standard di 75 mg per i giorni 2-30) per i pazienti che devono essere sottoposti ad angioplastica.

Nell'intera popolazione osservata, l'incidenza di eventi che costituivano l'end point primario (morte per cause cardiovascolari, attacco cardiaco o stroke entro il 30° giorno)  è risultata la stessa per entrambe le dosi di farmaco: 4,2% vs. 4,4%, HR 0.95, p=0.37).
L'analisi prespecificata di alcune sottopopolazioni di pazienti ha permesso di individuare delle differenze nella risposta alle due dosi di farmaco. Nel gruppo di pazienti sottoposti a PCI (17.232 pazienti, pari al 70% della popolazione studiata), si è osservato un miglioramento nell'outcome dei pazienti che assumevano la dose più elevata, evidenziato dalla riduzione  del 15% degli eventi compresi nell'end point primario (4,5% vs 3,9%, p=0.037).

Inoltre nei pazienti trattati con la dose più elevata di clopidogrel si è osservata una riduzione del 42% del rischio relativo di trombosi da stent (1.2% vs 0.7%, p=0.001).
Per quanto concerne i sanguinamenti, come era logico aspettarsi, si è osservato un certo aumento nel gruppo trattato con la dose più elevata di clopidogrel: 2,5% vs 2, 0%, HR 1,25 (p=0.01) nella popolazione generale e 1,6% vs 1,1%, HR 1.44 (p=0.006) nella popolazione sottoposta a PCI. Non si è però osservata alcuna differenza significativa nei sanguinamenti intracranici o nelle emorragie fatali, sia nella popolazione generale sia in quella PCI.

Lo studio aggiunge importati nuove informazioni alla mole di dati già disponibili su clopidogrel, che, da quando è stato messo in commercio  11 anni fa, si calcola sia stato prescritto a oltre 90 milioni di pazienti.