Nuove evidenze derivanti dal più lungo follow-up di qualsiasi trattamento specifico per la SM hanno rilevato che i pazienti trattati precocemente con interferone beta-1b avevano una riduzione del rischio relativo di mortalità pari al 39,3% a partire dalla randomizzazione dello studio (P = 0,027), rispetto ai pazienti trattati con placebo durante i primi cinque anni di trattamento.

L'entità dell'effetto di interferone beta-1b sulla sopravvivenza osservata in questo studio può essere illustrata dal NNTT (numero necessario da trattare): otto pazienti hanno avuto bisogno di ricevere un trattamento precoce con interferone beta-1b  nello studio per evitare un decesso, rispetto al placebo. I dati, presentati oggi al 26° Congresso del Comitato europeo per la cura e ricerca nella Sclerosi Multipla (ECTRIMS), ribadiscono come l'interferone beta-1b  possa garantire un profilo terapeutico vantaggioso anche dopo due decenni di uso nella pratica clinica.
In generale, le persone con SM hanno un'aspettativa di vita più breve (circa da 7 a 14 anni di meno) rispetto alla popolazione generale. Questa riduzione dell'aspettativa di vita colpisce in maniera significativa le persone a cavallo tra 40 e 50 anni, un periodo in cui essi sono in genere all'apice della loro vita. Lo studio di follow-up a lungo termine di 21 anni è una valutazione trasversale della popolazione inclusa nello studio multicentrico registrativo randomizzato e controllato. Si valuta lo stato vitale e i dati clinici di pazienti che hanno partecipato al trial clinico nord-americano, sponsorizzato da Bayer HealthCare Pharmaceuticals.

La fase di trattamento randomizzato dello studio registrativo nord-americano di interferone beta-1b  ha avuto la durata di cinque anni.
La durata media del trattamento durante la fase randomizzata dello studio era di 3,8 anni. Informazioni sullo stato vitale di 366 pazienti degli originari 372 randomizzati (più del 98% dei partecipanti originali) sono state ottenute a 21 anni dall'inizio dello studio principale e analizzate per comprendere la relazione tra il tempo di inzio del trattamento e i risultati a lungo termine.  La valutazione e l'accertamento dello stato vitale (vivo o morto) del 98,4% dei partecipanti allo studio costituisce una percentuale eccezionale e che non ha precedenti negli studi effettuati sulla SM fino ad oggi, e un punto di forza del trial.
L'interferone beta-1b è stato il primo farmaco modificante la malattia ad essere stato introdotto nel trattamento della SM ed è ormai un farmaco consolidato in tutto il mondo. E' stato approvato per tutte le forme recidivanti di SM negli Stati Uniti, Europa e Giappone. In Cina, per le forme recidivanti-remittenti.