I pazienti con malattia di Crohn trattati con adalimumab (Humira, Abbott) hanno una probabilità significativamente maggiore di raggiungere una remissione profonda - definita come remissione clinica associata a un'evidenza endoscopica di guarigione della mucosa - rispetto ai controlli trattati con placebo. Lo sostiene uno studio sponsorizzato da Abbot, appena presentato a New Orleans, alla Digestive Diseases Week 2010, uno degli appuntamenti di punta per gli specialisti di malattie del tratto gastroenterico.

Durante il congresso sono stati presentati dati dello studio EXTEND (Extend the Safety and Efficacy of Adalimumab Through Endoscopic Healing). Lo studio ha arruolato 65 pazienti con malattia di Crohn di grado moderato-severo trattati con una dose di induzione di adalimumab seguita da placebo per un anno, mentre altri 64 pazienti sono stati assegnati a un trattamento continuativo con l'anticorpo per 52 settimane.

Tutti i pazienti hanno ricevuto la terapia di induzione con adalimumab a un dosaggio compreso tra 80 e 160 mg in aperto all'inizio dello studio e alla settimana 2. Alla settimana 4 i pazienti sono stati randomizzati alla terapia di mantenimento con adalimumab 40 mg ogni due settimane o placebo. Dalla settimana 8, i pazienti con riacutizzazioni della malattia o che non rispondevano al trattamento potevano assumere adalimumab in aperto. I partecipanti sono stati sottoposti a colonscopie al basale, alla settimana 12 e alla settimana 52 o hanno eseguito le colonscopie durante visite non programmate prima di passare al trattamento in aperto.
Circa il 63% dei partecipanti allo studio erano donne e circa il 92% erano bianchi, con un'età media di 37 anni, un peso medio di 71 kg e un punteggio del Crohn's Disease Activity Index di 319, indicativo di una malattia abbastanza grave.

Dopo 12 settimane, i pazienti che hanno raggiunto la remissione profonda sono stati 10 nel gruppo adalimumab e 6-in quello trattato solo con la dose di induzione, una differenza che non è risultata statisticamente significativa (P = 0,34). Dopo 52 settimane, però, 12 dei pazienti trattati con adalimumab erano in remissione profonde, mentre nessuno di quelli che avevano fatto l'induzione seguita dal placebo ha raggiunto questo risultato (P < 0,001).
Parvez Mulani, ricercatore di Abbot, che ha presentato i dati, ha fatto osservare inoltre che poiché il gruppo placebo ha ricevuto la terapia di induzione al basale e alla settimana 2 e i pazienti che sono passati al trattamento in aperto sono stati considerati non responder, il reale impatto della terapia con adalimumab alla settimana 12 potrebbe essere stato sottostimato.

Adalimumab Treatment Results in Deep Remission for Patients With Moderate to Severe Ileocolonic Crohn's Disease: Results From EXTEND. Abstract T1239