In occasione del congresso dell'American Heart Association, Roche ha reso noto l'imminente inizio  di uno  studio di fase III che mira a valutare l'effetto dell'anticolesterolo dalcetrapib utilizzando una nuova combinazione di metodiche di analisi.
Il trial in questione, che prende il nome di PLAQUE 2, verrà stato condotto su 900 soggetti con patologie cardiovascolari e sarà effettuato in collaborazione con il Canadian Atherosclerosis Imaging Network e Montreal Heart Institute.

Si tratta del primo studio che si avvale dell'impiego delle tecniche di IMT (Intima-media thickness) e IVUS (intravascular ultrasound) entrambe volte a misurare lo spessore delle pareti arteriose prevalentemente mediante l'uso di ultrasuoni esterni, raramente interni, e mediante cateteri invasivi. Le due tecniche permettono di individuare la presenza della patologia aterosclerotica e di tracciarne il profilo evolutivo.

Jean-Claude Tardif, direttore del centro di ricerca al Montreal Heart Institute e responsabile dello studio dal-PLAQUE 2 ha affermato che il trial ha come principale obiettivo quello di dimostrare i benefici di dalcetrapib sulla patologia aterosclerotica per un periodo superiore ai 24 mesi. Ha inoltre dichiarato che si tratta dell'unico studio che permetterà di monitorare sia la carotide sia le arterie coronarie mediante l'impiego delle tecniche di IMT e IVUS.
Inoltre, Roche ha reso noto che è a buon punto l'arruolamento dello studio dal-OUTCOMES: dei 15.600 pazienti previsti ne sono già stati arruolati 9mila. Lo studio ha l'obiettivo di verificare la capacità di dalcetrapib di ridurre i livelli di colesterolo ben al di sopra degli standard attuali.

Dalcetrapib è un nuovo anticolesterolo inibitore del CEPT, l'enzima che favorisce il trasferimento degli esteri di colesterolo dalle HDL antiaterogene alle lipoproteine contenenti l'apolipoproteina B (apoB), comprese le vLDL, le vLDL-remnants e le LDL.
È stato dimostrato che un deficit di CEPT si associa con un aumento del colesterolo HDL e una riduzione del colesterolo LDL, un profilo decisamente antiaterogeno.

Dalcetrapib è una molecola innovativa sia dal punto di vista del meccanismo d'azione che in termini di struttura molecolare: il sito di legame e l'interazione con CEPT (proteina di trasferimento degli esteri del colesterolo) è alla base della differenza tra dalcetrapib e gli altri farmaci della stessa classe.
La molecola sviluppata da Roche è infatti l'unica in grado di legarsi a un determinato sito del CEPT provocandone un cambiamento conformazionale e promuovendo così il trasporto inverso del colesterolo. I risultati finora ottenuti confermano la riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo LDL e l'aumento di quelli di colesterolo HDL-C.

L'effetto cardiovascolare del farmaco si basa sulla cosiddetta "ipotesi HDL" secondo la quale aumentare il livello di colesterolo HDL (high-density lipoprotein) dovrebbe ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari di natura aterotrombotica. L'ipotesi è basata su dati epidemiologici, genetici e farmacologici. Supporto a questa ipotesi è fornito anche dall'esperienza di oltre 50 anni di utilizzo dell'acido nicotinico, che aumentando i livelli di colesterolo HDL fa regredire lesioni aterosclerotiche e riduce gli eventi clinici.

Roche ha acquisito i diritti mondiali di commercializzazione di sviluppo e commercializzazione di dalcetrapib da parte di Japan Tobacco. Dalcetrapib ha un grande potenziale clinico e commerciale, ma bisogna ricordare che appartiene alla stessa classe di torcetrapib, il farmaco di Pfizer ritirato per aumentata mortalità causata dell'aumento dei valori pressori quando aveva già completato la fase III.