Dermatite atopica, conferme per dupilumab anche negli adolescenti

Uno studio registrativo di fase 3, che ha valutato dupilumab nel trattamento della dermatite atopica da moderata a grave negli adolescenti (12-17 anni), ha raggiunto gli endpoint primari e i principali endpoint secondari.

Uno studio registrativo di fase 3, che ha valutato dupilumab nel trattamento della dermatite atopica da moderata a grave negli adolescenti (12-17 anni), ha raggiunto gli endpoint primari e i principali endpoint secondari.

Nello studio, il trattamento con dupilumab in monoterapia ha migliorato significativamente gli indici di gravità generale della malattia, clear skin (pelle libera da lesioni), prurito e alcuni indicatori sulla qualità della vita. Dupilumab è il primo e unico farmaco biologico a mostrare risultati positivi in questa popolazione di pazienti.

“La dermatite atopica moderata-grave può avere un impatto particolarmente significativo per gli adolescenti, che devono confrontarsi con lesioni cutanee essudanti accompagnate da prurito intenso e incessante in anni importanti per la loro formazione,” afferma George D. Yancopoulos, presidente e Chief Scientific Officer di Regeneron. "Dupilumab inibisce la via di segnalazione delle interleuchine 4 e 13, che sta emergendo come un fattore chiave dell’infiammazione allergica di tipo 2. Il nostro impegno è proprio quello di studiare dupilumab come potenziale trattamento per diverse patologie infiammatorie di tipo 2 che presentano ancora elevati bisogni non soddisfatti, quali dermatite atopica, asma, esofagite eosinofila, poliposi nasali, broncopneumopatia cronica ostruttiva e allergie alimentari.”

I pazienti trattati con dupilumab hanno mostrato una significativa riduzione della gravità della malattia a 16 settimane. Gli endpoint primari dello studio erano la percentuale di pazienti che hanno raggiunto, dopo 16 settimane di trattamento, un punteggio IGA (Investigator's Global Assessment) pari a 0 (clear skin, cute priva di lesioni) oppure a 1 (almost clear skin, cute quasi priva di lesioni) e un miglioramento uguale o maggiore al 75% del punteggio Eczema Area and Severity Index (EASI 75, che era un endpoint co-primario al di fuori degli Stati Uniti).

Dati di efficacia
I risultati includono:
•    il 24% dei pazienti trattati con dupilumab a dosaggio ponderale ogni due settimane (200 mg o 300 mg) e il 18% dei pazienti trattati con dupilumab a dosaggio fisso ogni quattro settimane (300 mg) ha raggiunto l'endpoint primario – clear skin o almost-clear skin (IGA, punteggio di 0 o 1) – rispetto al 2% con placebo (p<0,0001 e p=0,0007, rispettivamente);
•    il 41,5% dei pazienti trattati con dupilumab ogni due settimane e il 38% dei pazienti trattati con dupilumab ogni 4 settimane hanno raggiunto un miglioramento delle condizioni della pelle pari o superiore al 75% (EASI-75) rispetto all’8% con placebo (p<0,0001);
•    si è registrato un miglioramento percentuale medio nello score EASI dal basale del 66% nel gruppo trattato con dupilumab ogni due settimane e del 65% ogni quattro settimane rispetto al 24% del gruppo placebo (p<0,0001);
•    si è registrato un miglioramento percentuale medio sulla scala di misurazione del prurito  (NRS - numerical rating scale) dal basale del 48% nel gruppo trattato con dupilumab ogni due settimane e del 45,5% nel gruppo trattato con dupilumab ogni quattro settimane, rispetto al 19% del gruppo placebo (p<0,0001).

"Le attuali opzioni di trattamento per questi pazienti adolescenti, come steroidi topici, steroidi orali e immunosoppressori non-steroidei, possono avere effetti collaterali significativi,” commenta Elias Zerhouni, Presidente Global R&D di Sanofi. "Continuiamo a esplorare le potenzialità di dupilumab come terapia mirata per l’infiammazione di tipo 2 alla base della dermatite atopica, per ambire a fornire a questi adolescenti, alcuni dei quali hanno vissuto con questa malattia per tutta la vita, una terapia che vada oltre il trattamento dei soli sintomi.”

Profilo di sicurezza del farmaco
Il profilo di sicurezza di dupilumab è risultato paragonabile a quanto osservato negli adulti. Durante il periodo di trattamento di 16 settimane, la percentuale complessiva di eventi avversi è stata paragonabile tra i gruppi dupilumab e placebo (72% per dupilumab ogni due settimane, 64% per dupilumab ogni quattro settimane e 69% per placebo). In entrambi i gruppi di trattamento con dupilumab non si sono verificati eventi avversi gravi oppure tali da portare alla sospensione del trattamento.

Gli eventi avversi osservati con una frequenza maggiore nel trattamento con dupilumab includono reazioni nel punto di iniezione (8,5% con dupilumab ogni due settimane, 6% con dupilumab ogni quattro settimane, 3,5% con placebo) e congiuntivite (10% con dupilumab ogni due settimane, 11% con dupilumab ogni quattro settimane, 5% con placebo). Le infezioni cutanee sono state numericamente inferiori nei gruppi trattati con dupilumab (11% con dupilumab ogni due settimane, 13% con dupilumab ogni quattro settimane, 20% con placebo).

I risultati dettagliati di questo studio saranno presentati ai prossimi congressi scientifici. Questi dati saranno inseriti nei dossier registrativi che verranno inviati alle autorità regolatorie entro la fine dell'anno. Nel 2016, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha concesso la designazione Breakthrough Therapy per dupilumab nel trattamento della dermatite atopica da moderata a grave negli adolescenti (da 12 a 17 anni) e grave nei bambini (da 6 mesi a 11 anni di età).

La sicurezza e l'efficacia di dupilumab in adolescenti con dermatite atopica non sono state ancora pienamente valutate da nessuna autorità regolatorie.

Lo studio clinico in pazienti adolescenti
Lo studio registrativo di fase 3 randomizzato, in doppio cieco, contro placebo, ha valutato efficacia e sicurezza di dupilumab in monoterapia in pazienti adolescenti con dermatite atopica moderata-grave. Lo studio ha coinvolto 251 pazienti tra i 12 e i 17 anni con dermatite atopica moderata-grave non adeguatamente controllata con farmaci topici oppure per i quali i trattamenti topici erano sconsigliati dal medico. Complessivamente, il 92% di questi pazienti era affetto anche da almeno una patologia allergica concomitante come rinite allergica, asma oppur allergia alimentare.

L’endpoint primario dello studio era la percentuale di pazienti con indice IGA pari a 0 o 1 a 16 alla settimana 16. L’indice IGA ha 5 livelli, da 0 (cute priva di lesioni) a 4 (grave) e misura la gravità complessiva delle lesioni. Un endpoint co-primario al di fuori degli Stati Uniti e uno dei principali endpoint secondari negli Stati Uniti era la percentuale di pazienti che ha ottenuto, a 16 settimane dall’inizio del trattamento, un miglioramento delle manifestazioni cutanee pari o superiore al 75% come misurato dal punteggio  EASI-75 che misura l’estensione e la gravità della malattia.

I pazienti sono stati randomizzati in tre gruppi di trattamento per il periodo di controllo di 16 settimane: il primo gruppo è stato trattato con una dose di dupilumab da 200 mg o 300 mg a seconda del peso corporeo (con una dose iniziale di 400 mg e 600 mg rispettivamente) per iniezione sottocutanea ogni due settimane. Il secondo gruppo è stato trattato con una dose di dupilumab da 300 mg per iniezione sottocutanea ogni quattro settimane (con una dose iniziale da 600 mg), e il terzo gruppo con placebo ogni due settimane.