In un gruppo di pazienti con dermatite atopica, il trattamento con dupilumab, un anticorpo monoclonale diretto contro l'interleuchina-4 (IL-4) ha ridotto in modo significativo l'attività della malattia. Lo evidenzia un’analisi combinata dei dati di due studi di fase Ib, presentata in occasione del meeting annuale dell’American Academy of Dermatology (AAD), a Miami.


Nel complesso, circa l'80% dei pazienti trattati con uno dei tre diversi dosaggi testati (75, 150 o 300 mg) dell’anticorpo ha ottenuto un miglioramento di almeno il 25% dell’indice EASI (Eczema Activity and Severity Index) dopo 4 settimane di terapia contro il 25% dei pazienti trattati con placebo.


Con le due dosi più alte (150 e 300 mg) si sono ottenute anche percentuali significativamente più alte di risposta EASI-50 (miglioramento di almeno il 50% dell’indice EASI) e EASI-75 (miglioramento di almeno il 75% dell’indice EASI) rispetto al placebo.


"Dopo 4 settimane, il trattamento con dupilumab 150 mg e 300 mg a settimana si è tradotto in miglioramenti significativi rispetto al basale della percentuale di superficie corporea (BSA) interessata dalla malattia, dell’EASI e del prurito in confronto al placebo" ha spiegato il primo autore dell’analisi, Eric Simpson, dell’Oregon Health and Science University di Portland. Con il dosaggio più alto si è osservato anche un miglioramento significativo della percentuale di BSA e dell’EASI già nel giro di 2 settimane.


Il ricercatore ha aggiunto che sono già partiti altri studi in cui si caratterizzerà meglio il profilo di efficacia e sicurezza di dupilumab nel trattamento della dermatite atopica.


Sebbene non sia una malattia letale, la dermatite atopica può indurre sintomi fastidiosi che influiscono negativamente e in modo significativo sulla qualità di vita dei pazienti. Le terapie attualmente disponibili hanno mostrato effetti non univoci nel controllo della malattia nel tempo e possono causare effetti indesiderati sia topici sia sistemici.


Alcuni studi hanno suggerito un coinvolgimento dell'infiammazione scatenata dai pathway dell’IL-4 e IL-13 nell’eziopatogenesi della dermatite atopica. Dupilumab è un anticorpo monoclonale umano che colpisce la subunità alfa del recettore dell’IL-4, impedendo la trasduzione del segnale lungo i pathway dell’IL-4 e IL-13, che a sua volta si traduce in un’inibizione potente del pathway immunitario T-helper 2.


I due studi alla base dell’analisi presentata al congresso AAD (condotti in Germania, Australia, Stati Uniti e Nuova Zelanda), hanno confrontato dupilumab e placebo in un gruppo di pazienti con dermatite atopica moderata o grave, malati da almeno 3 anni, con un EASI ≥ 12, una BSA ≥ 15% (≥ 10% per i partecipanti al di fuori degli Stati Uniti), che non avevano risposto adeguatamente a un regime stabile a base di steroidi per uso topico o inibitori della calcineurina.


In entrambi gli studi, l'endpoint primario erano gli eventi avversi in corso di trattamento fino alla settimana 12, ma sono state fatte anche analisi esplorative sulla riduzione dell’investigator global assessment (IGA) a uno stato almeno lieve (≤ 2) dopo 4 settimane, sul miglioramento della BSA e dell’EASI e sulla variazione del punteggio del prurito.


In totale sono stati coinvolti 67 pazienti trattati con placebo o uno dei tre dosaggi di dupilumab. La durata media della malattia era di circa 30 anni, il punteggio EASI basale di circa 30, il punteggio IGA di quasi 4, il coinvolgimento della BSA compreso tra il 40 e il 50% e il punteggio del prurito pari a circa 6 (in una scala numerica da 0 a 10).


Gli eventi avversi riferiti con maggiore frequenza durante il trattamento sono stati rinofaringite e mal di testa, la cui incidenza è risultata  simile nei gruppi dupilumab e in quello di controllo.


Le analisi esplorative di efficacia hanno dimostrato che i pazienti trattati con placebo hanno avuto inizialmente un peggioramento del punteggio EASI, seguito da circa un calo del 20% rispetto al basale alla settimana 4. In tutti e tre i gruppi dupilumab si è osservato, invece, un sostanziale miglioramento rispetto al placebo nel giro di 2 settimane.


Inoltre, meno del 20% dei pazienti trattati con placebo ha ottenuto un miglioramento del 50% dell’EASI dopo 4 settimane, e meno del 10% un miglioramento della risposta EASI. Di contro, nei gruppi dupilumab la risposta EASI-50 è andata da quasi il 40% nel gruppo 75 mg a circa il 70% tra i pazienti assegnati ai due dosaggi più elevati (P < 0,05 per tutti i confronti), mentre la risposta EASI-75 è stata del 10% nel gruppo 75 mg, 25% nel gruppo 150 mg e quasi 40% nel 300 gruppo mg. Per l’EASI-75, solo i risultati combinati di tutti e tre i dosaggi raggiunto la significatività statistica rispetto al placebo (P < 0,05).


La riduzione media del coinvolgimento della BSA dopo 4 settimane è stata di circa il 15% nel gruppo placebo contro il 25-40% nei gruppi dupilumab (P < 0,05), mentre i punteggi del prurito sono diminuiti di circa il 15% con placebo e dal 30 al 45% con dupilumab (da P < 0,05 a P < 0,01).


La percentuale di pazienti che hanno raggiunto punteggi IGA ≤ 2 è stata del 25% con placebo, 10% con dupilumab 75 mg, 50% con 150 mg e 60% con 300 mg (P < 0,05 per 300 mg).


E. Simpson, et al. Treatment of patients with moderate-to-severe atopic dermatitis with dupilumab (REGN668/SAR231893; IL-4Rα mAb): Analysis of pooled phase Ib studies shows significant improvement in skin disease severity and pruritus. AAD 2013.