Diabete tipo 2, empagliflozin batte glimepiride come aggiunta a metformina

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L’inibitore dell’SGLT2 empagliflozin è superiore alla sulfonilurea glimepiride, in aggiunta a metfrormina, nel ridurre l’emoglobina glicata (Hb1A1c), la pressione arteriosa e il peso corporeo, con un basso rischio di ipoglicemie. A dimostrarlo è lo studio EMPA-REG H2H-SU, un trial di fase III appena presentato a Vienna all’ultimo congresso dell’Associazione europea per lo Studio del Diabete (EASD) e pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology.

Poiché non c’è accordo unanime su quale sia la terapia farmacologica ottimale di seconda linea per il trattamento di questi pazienti, gli autori dello studio, guidati Da Martin Ridderstråle, dello Steno Diabetes Center di Gentofte, in Danimarca, hanno provato a confrontare testa-a-testa empagliflozin e glimepiride, valutandone efficacia e sicurezza in questo studio randomizzato, durato 3 anni.

"Il trattamento con empagliflozin in aggiunta a metformina ha portato a una riduzione sostenuta dell'emoglobina glicata rispetto a glimepiride, oltre che a riduzioni superiori del peso corporeo e della pressione arteriosa, con un minor rischio di ipoglicemia rispetto alla sulfonilurea" ha dichiarato Ridderstråle, presentando i risultati all’EASD.

Lo studio EMPA-REG H2H-SU è un trial randomizzato e in doppio cieco che ha coinvolto 1549 pazienti con diabete di tipo 2, un’età media di 55,9 anni e un valore di glicata compreso tra il 7 e il 10%, di cui 765 trattati con empagliflozin 25 mg/die e 780 con glimepiride da 1 a 4 mg/die per 104 settimane.

Dopo 3 anni di trattamento, empagliflozin si è dimostrato più efficace del farmaco di confronto nel ridurre i valori di emoglobina glicata rispetto al basale, con un calo pari a -0,66% nel gruppo trattato con l’SGLT2-inibitore contro -0,55% nel gruppo trattato con la sulfonilurea (P = 0,015). “La differenza - 0,11% - è lieve, ma statisticamente significativa” ha rimarcato l’autore. Entrambi i gruppi partivano da un valore iniziale di 7,92%.

Anche sul fronte pressorio, netta vittoria di empagliflozin. Si è ottenuto, infatti, un calo della sistolica di 3,1 mmHg nel gruppo trattato con l’inibitore dell’SGLT2 contro un aumento di 2,5 mmHg nel gruppo trattato con glimepiride (differenza netta tra i due gruppi -5,6%; P 0,001). Risultato analogo anche per la diastolica (-1,8 mmHg con empagliflozin contro 0,9 mmHg con glimepiride; differenza tra i due gruppi-2,7 mmHg; P < 0,001).

Inoltre, nel gruppo empagliflozin i pazienti hanno perso in media 3,1 kg, mentre nel gruppo di confronto ne hanno acquistati mediamente 1,3 kg (differenza -4,5 kg a favore di empagliflozin; P <,001).

Il tutto con un basso rischio di ipoglicemia, significativamente inferiore rispetto a quello associato a glimepiride. L’incidenza degli episodi di ipoglicemia confermata (definita come un valore di glicemia ≤ 70 mg/dl e/o necessità di assistenza) è stata, infatti, rispettivamente del 2,5% contro 24,2% (risk ratio aggiustato 0,102; P < 0,001). Inoltre, nessun paziente del gruppo empagliflozin ha avuto episodi tali da richiedere assistenza, mentre ne hanno avuti due pazienti del gruppo glimepiride.

L’incidenza complessiva degli eventi avversi è stata, rispettivamente, dell’86,4% e 86,3% e quella degli eventi avversi considerati legati al trattamento del 32,3% contro 24,8%, mentre l’incidenza degli eventi avversi tali da portare all’abbandono dello studio e quella degli eventi avversi gravi sono risultate basse e simili tra i due gruppi (rispettivamente 4,4% contro 5,1% e 8,7% contro 9,4%).

Anche l'incidenza delle infezioni del tratto urinario è risultata simile nei due gruppi (13,7% contro 13,1%); nel gruppo empagliflozin, tuttavia, si è registrato un maggior numero di infezioni genitali (11,8% contro 2,2). Il dato non è del tutto sorprendente, visto e considerato che le infezioni genitali rappresentato un noto effetto di classe degli inibitori dell’SGLT2. Ridderstråle ha riferito che, in ogni caso, tutte le infezioni in entrambi i gruppi hanno risposto al trattamento, ma ha rimarcato che si tratta di un effetto collaterale da monitorare con attenzione.

Alessandra Terzaghi

M. Ridderstråle, et al. Empagliflozin Compared With Glimepiride as Add-On to Metformin for 2 Years in Patients With Type 2 Diabetes. EASD 2014; abstract OP2.
The Lancet Diabetes & Endocrinology 2914;2(9):691-700; doi:10.1016/S2213-8587(14)70120-2.
http://www.thelancet.com/journals/landia/article/PIIS2213-8587%2814%2970120-2/abstract