Le società farmaceutiche Pfizer e Medivation hanno reso noto che dimebolin, un farmaco  sperimentale studiato per la cura della malattia di Alzheimer, non ha raggiunto gli end point di efficacia primari e secondari in uno studio di fase III denominato Connection.
I risultati del trial sono stati una vera sorpresa per le due aziende che adesso dovranno decidere se proseguire o meno lo sviluppo del farmaco.

Connection è uno studio internazionale di fase III, condotto in doppio cieco che ha arruolato 598 pazienti con malattia di Alzheimer da lieve a moderata, arruolati in 63 centri americani ed europei. I pazienti avevano un'età media di 74,4 anni e un punteggio di 17,7 all'esame con la Mini Mental Scale.
I pazienti sono stati randomizzati in tre gruppi: dimebolin 20 mg TID, dimebolin 5 mg TID o placebo TID. Lo studio aveva una durata di sei mesi.
Al termine dello studio le misurazioni con la scala ADAS-cog nel gruppo trattato non hanno evidenziato alcun miglioramento. La variazione della scala è risultata pari a 0,1 punti (p=0.86).

Non è stato raggiunto nemmeno l'altro end point primario, che prevedeva l'impiego della scala CIBIC-plus che è una scala di valutazione del quadro clinico globale delle condizioni del paziente condotta dal medico. Il 64,9% dei pazienti in terapia con dimebolin è migliorato o non peggiorato  verso il 65,4% del gruppo in ‘placebo.
Mancati anche gli end point secondari dello studio che prendevano in esame il comportamento del paziente e la sua capacità di prendersi cura di se stesso.

Nel 2008 era stato pubblicato su Lancet uno studio controllato verso placebo effettuato in Russia arruolando da 11 località 183 pazienti con Alzheimer i cui risultati avevano fatto ben sperare. Il farmaco aveva migliorato le capacità cognitive, le attività quotidiane, il comportamento e le funzioni complessive in pazienti con una forma medio-moderata della malattia di Alzheimer. La valutazione era sta condotta utilizzando la valutazione ADAS-cog (Alzheimer's disease assessment scale), la scala di valutazione cognitiva del malato di Alzheimer.
Lo studio di Lancet aveva dato molte speranze alla comunità scientifica e ai pazienti, anche se aveva sollevato qualche scetticismo sull'effettiva qualità dei dati.

Attualmente sono ancora in corso altri quattro studi in cui il farmaco viene valutato nella malattia di Alzheimer lieve-moderata e moderata-severa. Dimebolin viene anche testato nella malattia Huntington.

Noto anche come latrepirdine, dimebolin è un farmaco ad azione antistaminica venduto in Russia con il marchio Dimebon a partire dal 1983.
Il meccanismo d'azione del farmaco che entrerebbe in gioco nella cura dell'Alzheimer è abbastanza complesso e sembra sia legato alla stabilizzazione dei mitocondri e all'inibizione della morte delle cellule cerebrali.
Per la biotech americana Medivation, partner commerciale di Pfizer, questa notizia è stata un duro colpo in quanto l'azienda ha perso il 68% del suo valore di borsa.

Nel 2008, Pfizer aveva acquisito d Medivation i diritti sul farmaco sborsando 225 milioni di dollari. Adesso la multinazionale americana ha ancora altri 6 farmaci in sviluppo per la cura dell'Alzheimer ma entro la fine del 2010 dovrà affrontare gli effetti della scadenza del brevetto di Aricept.