l Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta e altre 25 organizzazioni hanno diffuso questa settimana un documento di consenso congiunto in cui si sottolinea il problema della resistenza agli antibiotici, nell’ambito delle iniziative previste per la Get Smart About Antibiotics Week.


La dichiarazione vuole rappresentare un impegno per affrontare questo problema emergente, con il riconoscimento di una responsabilità condivisa da parte di una vasta gamma di soggetti, tra cui il personale sanitario, amministratori ospedalieri, politici, pazienti e tutti coloro che lavorano in ospedali, università e aziende farmaceutiche.


Altro obiettivo chiave del documento è incoraggiare un uso appropriato degli antibiotici sia nell’uomo sia negli ambienti agricoli. "Dobbiamo ricordarci che gli antibiotici sono una risorsa comune e ognuno dovrebbe considerare quale sia l’impatto di ogni prescrizione o impiego di questi farmaci sull'efficacia complessiva dell’arsenale antibiotico" ha detto Arjun Srinivasan, direttore dei programmi di prevenzione delle infezioni dei CDC in una conference call per i giornalisti. "Dobbiamo cambiare radicalmente il modo in cui usiamo e preserviamo questi farmaci" ha aggiunto.


Tra le altre organizzazioni firmatarie del documento di consenso vi sono società scientifiche come l'American Academy of Pediatrics, l’Infectious Diseases Society of America e l’ American Academy of Urgent Care Medicine, ma anche organizzazioni come l’Alliance for the Prudent Use of Antibiotics e il Center for Disease Dynamics, Economics & Policy, e ong come The Pew Charitable Trusts.


Al di là della dichiarazione di consenso, il Center for Disease Dynamics, Economics & Policy (CDDEP) ha  diffuso nuovi dati sul suo progetto Extending the Cure, che sta valutando i pattern di utilizzo degli antibiotici e di resistenza negli Stati Uniti.


Sul sito del CDEEP si può accedere da ieri alla ResistanceMap, una piattaforma online per visualizzare la mappa della resistenza agli antibiotici Stato per Stato. 


Secondo Ramanan Laxminarayan, direttore del centro, la buona notizia è che il numero medio di prescrizioni ogni 1.000 persone è diminuito del 17% dal 1999 al 2010, anno in cui la media nazionale è stata di 801 prescrizioni ogni 1.000 persone.


Tuttavia, ha aggiunto Laxminarayan, l'andamento non è stato omogeneo nelle diverse regioni. Per esempio, gli Stati dell’area degli Appalachi e della Gulf Coast hanno mostrato riduzioni più lievi e in alcuni casi addirittura alcuni aumenti delle prescrizioni nell’intervallo considerato. Gli Stati meno ‘virtuosi’, cioè quelli con i tassi più alti di prescrizione, sono risultati Kentucky, West Virginia, Tennessee, Mississippi e Louisiana, mentre i tassi più bassi sono stati osservati in Alaska, Hawaii, California, Oregon e Washington.


Una conclusione preoccupante riguarda, invece, il calo di efficacia degli antimicrobici usati per trattare le infezioni delle vie urinarie e un maggior uso di antibiotici ad ampio spettro come i fluorochinoloni e i macrolidi, che potrebbe accelerare lo sviluppo di resistenze.


Laxminarayan ha osservato che la resistenza agli antibiotici cresce più rapidamente rispetto alla velocità con cui vengono sviluppati nuovi antibiotici, più efficaci.


"La nostra unica speranza sta in un migliore utilizzo degli agenti già esistenti in contemporanea con la ricerca di nuovi antimicrobici" ha affermato il direttore, aggiungendo che ogni cittadino deve ricordarsi di essere coinvolto in prima persona nel preservare l'efficacia degli antibiotici e se davvero vuole che anche le generazioni future possano beneficiare di questa risorsa preziosa.


Documento dei CDC e delle altre 25 istituzioni
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