Il trattamento con doxiciclina non sembra migliorare la funzione retinica o rallentare la progressione della retinopatia diabetica nei pazienti affetti da retinopatia diabetica non proliferativa (NPDR) in forma lieve o moderata. A suggerirlo sono i risultati di uno studio proof-of-concept pubblicato di recente su Jama.

Anche se non ci sono terapie approvate dalle agenzie del farmaco per prevenire la progressione della retinopatia dallo stadio lieve a quello moderato, almeno uno studio clinico condotto su pazienti con NPDR grave ha mostrato un miglioramento della sensibilità foveale dopo il trattamento con doxiciclina orale.

È noto che la retinopatia diabetica è associata a variazioni della microglia in senso infiammatorio e che doxiciclina inibisce l’attivazione della microglia retinica.

Gli autori del trial, coordinati da Ingrid U. Scott del Penn State College of Medicine di Hershey, in Pennsylvania, hanno quindi provato a valutare la capacità di doxiciclina per via orale a basso dosaggio (50 mg/die), di migliorare o rallentare il deterioramento della funzionalità retinica e indurre la regressione o, quanto meno, rallentare la progressione della retinopatia diabetica nei pazienti con NPDR lieve o moderata.

Hanno quindi eseguito uno studio randomizzato, in doppio cieco, durato 24 mesi, nel quale sono stati coinvolti in totale 33 pazienti che avevano almeno un occhio affetto da NPDR di grado lieve. Di questi, 16 sono stati trattati con doxiciclina e 17 con placebo, mentre 15 pazienti in ciascun gruppo hanno completato i 24 mesi di follow-up.

Alla fine dei 2 anni di terapia, i ricercatori non hanno trovato alcuna differenza significativa nella funzione visiva o negli outcome anatomici nei due gruppi.

Nessuno dei pazienti del gruppo doxiciclina e uno solo nel gruppo placebo hanno ottenuto un miglioramento di almeno due linee della ETDRS (Early Treatment Diabetic Retinopathy Scale) (P < 0,99).

Sul fronte della sicurezza, non si sono manifestati eventi avversi correlati al farmaco in studio.

“Sebbene nei pazienti con NPDR grave o retinopatia diabetica proliferativa non ad alto rischio sia stato suggerito un legame tra antinfiammatori orali a basso dosaggio e miglioramenti subclinici della retina interna, nel nostro studio su pazienti con NPDR lieve o moderata non abbiamo trovato la stessa associazione” scrivono la Scott e i colleghi nelle conclusioni.

“Forse doxiciclina ha un effetto maggiore sulla disfunzione retinica diabetica nei pazienti con una retinopatia diabetica più avanzata e, presumibilmente, una maggiore infiammazione intraretinica, rispetto ai pazienti in cui la malattia è in uno stadio più precoce" ipotizzano i ricercatori. "In alternativa, la dimensione del campione di questo studio potrebbe essere troppo ridotta per poter rilevare un effetto del trattamento con doxiciclina” aggiungono.

E concludono la loro discussione dicendo che "servono ulteriori studi per indagare il potenziale effetto di agenti antinfiammatori orali a basse dosi sulla disfunzione retinica diabetica e la retinopatia diabetica”.

Sobha Sivaprasad, del Moorfields Eye Hospital di Londra, autrice di studi su diversi trattamenti per la retinopatia diabetica, ha commentato il lavoro dicendo che il campione era troppo piccolo e i criteri di inclusione troppo specifici per i casi lievi per poter arrivare a questa conclusione negativa. “Nel caso della retinopatia lieve serve un follow-up più lungo per dimostrare un effetto sulla progressione” ha detto l’oculista.

La specialista ha infine rimarcato che al momento, purtroppo, non esistono misure preventive nei confronti della retinopatia diabetica al di là del controllo del diabete, della pressione arteriosa e, forse, della lipidemia”.

Ingrid U. Scott, et al. Effect of Doxycycline vs Placebo on Retinal Function and Diabetic Retinopathy Progression in Mild to Moderate Nonproliferative Diabetic Retinopathy. A Randomized Proof-of-Concept Clinical Trial. JAMA Ophthalmol. 2014; doi:10.1001/jamaophthalmol.2014.1422
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