Uno studio di coorte realizzato su una popolazione di Taiwan evidenzia che non solo il diabete di per sé aumenta più di due volte il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson, ma l'uso delle sulfoniluree lo aumenta ulteriormente di circa il 57%. Dallo studio emerge, invece, che includendo anche metformina nella terapia, non si registra alcun aumento del rischio di sviluppare la malattia.

"Un aspetto interessante della scoperta è che la metformina sembra proteggere il cervello contro la neurodegenerazione che contribuisce a al Parkinson" ha detto il primo autore Mark Wahlqvist, del National Health Research Institutes di Taiwan. "Ciò significa che potrebbe la metformina essere considerata anche una terapia rilevante per la prevenzione di demenza".

Anche se il meccanismo alla base del funzionamento della metformina è tutt’altro che chiaro e c’è molto ancora da indagare per saperne di più, probabilmente è in gioco un resettaggio della regolazione del metabolismo energetico delle cellule dell’organismo, comprese quelle cerebrali.

A differenza di altri farmaci antidiabetici, il trattamento con metformina è in grado di ridurre la mortalità cardiovascolare (anche se una metanalisi appena uscita mette in discussione questo beneficio) e diversi tipi di tumori, tra cui quelli di intestino, fegato e pancreas.

Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato 20 anni di dati relativi a oltre 800.000 pazienti inseriti nel database della Taiwan National Health Insurance.

Hanno così identificato 698.587 soggetti non diabetici e 64.166 con diabete di tipo 2 e 41.003 utilizzatori di un qualsiasi ipoglicemizzante orale e 23.163 non utilizzatori di questi farmaci. I ricercatori hanno quindi appaiato i pazienti con diabete di tipo 2 a quelli non diabetici in base a data di nascita e sesso per confrontare l’incidenza della malattia di Parkinson nei due gruppi.
Rispetto ai pazienti non diabetici, quelli con diabete di tipo 2 hanno mostrato un hazard ratio (HR) di sviluppare il Parkinson pari a 1,3 nel gruppo che assumeva gli ipoglicemizzanti orali e 2,08 in quello non trattato con questi farmaci.

Nei pazienti trattati solo con una sulfonilurea da sola, la densità di incidenza del Parkinson è risultata aumentata passando da 58,3 a 83,2 per 10.000 anni-persona con risultati simili per sesso, mentre si sono viste poche differenze nei pazienti trattati con metformina.

L’HR di Parkinson nei pazienti trattati con la sola metformina è stato pari a 0,95, quello dei pazienti trattati solo con una sulfonilurea1,57 e quello dei pazienti trattati con la terapia combinata 0,78; inoltre, queste differenze si sono mantenute anche escludendo i casi di Parkinson incidente nei 4 anni dopo la diagnosi di diabete di tipo 2. Nei pazienti trattati in prima linea con metformina, senza insulina, l’HR di Parkinson è risultato di 0,40.

Gli autori concludono quindi che la presenza di diabete di tipo 2 aumenta di circa 2,2 volte il rischio di malattia di Parkinson, Il trattamento con una sulfonilurea aumenta ulteriormente tale rischio del 57%, ma quest’aumento può essere evitato associando alla terapia anche metformina.

M.L. Wahlqvist, et al. Metformin-inclusive sulfonylurea therapy reduces the risk of Parkinson's disease occurring with Type 2 diabetes in a Taiwanese population cohort. Parkinsonism & Related Disorders, 2012; DOI: 10.1016/j.parkreldis.2012.03.010
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