Al congresso ECCMID 2015 a Copenaghen, la Società Europea di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive (ESCMID), organizzazione che esplora la valutazione del rischio, la condivisione delle conoscenze e delle migliori pratiche nella lotta contro le malattie infettive, ha selezionato come ogni anno i 5migliori “late-breaking” abstract (lavori inviati oltre il tempo massimo di accettazione ma accettati in virtù della rilevanza dell’informazione).

In tutte le edizioni l’ESCMID seleziona pochi abstract (i “Top 5”) - tra i migliaia inviati - ritenuti rilevanti per aggiornamento informativo, presentando i relativi risultati alla comunità globale dei ricercatori in microbiologia medica e malattie infettive.

«Gli scienziati e i medici più importanti del mondo assistono ECCMID in quest’attività» ha affermato Winfried Kern, direttore del programma di ECCMID. «Il comitato ESCMID in questo modo porta le ultime scoperte scientifiche allo stato dell’arte all’attenzione degli oltre 10.000 partecipanti al congresso. Quest'anno non abbiamo fatto eccezione e siamo rimasti soddisfatti per la qualità degli abstract che abbiamo ricevuto».

«Abbiamo accettato quasi 3.000 poster per la presentazione e organizzato più di 200 sessioni orali e simposi, ma anche laboratori e sessioni meet-the-expert» continua Kern. «La “Top 5” sui 44 abstract “late-breaking” che abbiamo accettato quest'anno per l’ECCMID è stata presentata in una sessione orale dedicata. I risultati che abbiamo comunicato potrebbero essere potenzialmente di enorme importanza per la promozione della salute a livello globale»

Ecco, in sintesi, i contenuti dei risultati “Top-5” presentati all’ECCMID.

Trial 1 – Positivi risultati con vaccino a subunità anti-Herpes zoster

Un nuovo vaccino mostra grande efficacia nella prevenzione dell'herpes zoster in volontari di oltre 50 anni di età, e l'efficacia persiste nei soggetti più anziani. Il vaccino a subunità sperimentale è stato utilizzato in uno studio controllato con placebo, con 14.759 volontari di età superiore ai 50 anni. Il vaccino o il placebo sono stati somministrati in due dosi a due mesi di distanza e i soggetti sono stati seguiti dopo 3,2 anni. L’efficacia complessiva del vaccino è stata del 97% e non è apparsa differente in modo significativo in qualsiasi fascia di età (per esempio 50-59 vs> 70 anni). Le reazioni locali e sistemiche sono stati più frequenti nel gruppo vaccino, ma l'incidenza di eventi avversi gravi, decessi o potenziali malattie immuno-mediate è risultata paragonabile. (1)

Conclusione: «Il nuovo vaccino in sperimentazione a subunità sembra essere sicuro e dimostra di essere efficace nel prevenire l'herpes zoster in tutte le età».

Trial 2 – UTI in donne adulte, norfloxacina superiore al trattamento sintomatico con diclofenac

La terapia sintomatica con diclofenac (farmaco antinfiammatorio non steroideo e antidolorifico) risulta inferiore all’uso di norfloxacina nel trattamento di infezioni complicate del tratto urinario (UTI) in donne adulte. In uno studio in doppio cieco condotto in Svizzera, 253 donne (di età compresa tra i 18 e 70 anni) con UTI sono stati randomizzate a ricevere o diclofenac o norfloxacina per tre giorni per studiare la risoluzione dei sintomi UTI correlati. Fosfomicina è stata somministrata come trattamento di salvataggio se i sintomi fossero persistiti dopo tre giorni. La risoluzione dei sintomi è stata inferiore con diclofenac (al giorno 3: 50% vs 77%) e il tempo medio alla risoluzione più lungo (tempo medio: 3,1 giorni vs 2,3 giorni; p =0,002). Un paziente nel gruppo diclofenac ha sviluppato pielonefrite e ha avuto bisogno di essere ricoverato in ospedale. (2)

Conclusione :«il trattamento puramente sintomatico con diclofenac è inferiore alla terapia con l’antibiotico norfloxacina per le donne con semplice UTI».

Trial 3 – Polmoniti acquisite in comunità, un macrolide rapido ed efficace nei pazienti anziani

Un nuovo macrolide orale (solitromicina) è efficace quanto moxifloxacina nel trattamento della polmonite acquisita in comunità batterica (CABP), ma per solitromicina la durata del trattamento è più breve, ed è più efficace tra i pazienti più anziani (> 75 anni). Nel grande studio randomizzato SOLITAIRE-oral, in doppio cieco, 860 pazienti provenienti da 16 paesi con CABP sono stati randomizzati a ricevere una terapia orale con solitromicina per 5 giorni o moxifloxacina orale per 7 giorni. L'efficacia era paragonabile (78% con solitromicina vs 78% nel gruppo moxi), ma superiore con solitromicina in quelli > 75 anni (84% vs 70%). Gli effetti collaterali sono risultati comparabili in entrambi i gruppi. (3)

Conclusione: «i risultati indicano che una monoterapia con macrolide potrebbe essere fattibile e ed essere un’alternativa preferibile all'utilizzo di chinoloni ad ampio spettro in pazienti CABP».

Trial 4 – Nuovo derivato della tetraciclina promettente nel trattare le infezioni intra-addominali

Un nuovo derivato della tetraciclina (eravaciclina, una nuova fluorociclina) si dimostra promettente nel trattamento delle infezioni intra-addominali. Nell’ampio trial in doppio cieco randomizzato controllato IGNITE 1 (condotto su 541 pazienti), eravaciclina è stata confrontata con ertapenem in pazienti con infezioni intra-addominali. Una vasta gamma di agenti patogeni era stata isolata tra cui E. coli, P. aeruginosa, Klebsiella spp., S. aureus, Bacteroides spp. streptococchi ed enterococchi. I risultati hanno indicato che eravaciclina è risultata non inferiore a ertapenem e che gli effetti collaterali sono stati minimi e comparabili. (4)

Conclusione: «eravaciclina potrebbe essere un agente carbapenemico moderato per il trattamento delle infezioni intra-addominali e può rivelarsi un agente prezioso per scopi di stewardship antimicrobico».

Trial 5 – La polimixina-B provoca meno nefrotossicità di colistina

Uno studio prospettico di coorte condotto in diversi centri in Brasile ha dimostrato che due vecchi farmaci di riserva polipeptidici possono differire per quanto riguarda la tossicità renale come terapia di salvataggio in caso di infezioni a causa di batteri gram-negativi multiresistenti. I pazienti trattati con colistina (colistimetato, CMS) (n = 81) hanno sviluppato insufficienza renale più frequentemente di quelli trattati con polimixina B (n = 162) (38% vs 16%), e ciò si è associato a una mortalità più alta.

Conclusione: «I pazienti trattati con CMS avevano tassi significativamente più alti di insufficienza renale rispetto ai pazienti trattati con polimixina B. Le polimixine possono essere terapie da preferirsi in pazienti con altri fattori di rischio per nefrotossicità».

Riferimenti bibliografici
[1] Lai H, Cunningham AL, Godeaux O, et al. Efficacyof an adjuvanted herpes zoster subunit vaccine in older adults: first results of the phase 3 randomised placebo-controlled ZOE-50 trial. Abstract: LBO s0239a
[2] Kronenberg A, Büttikofer L, Battaglia m, et al. Symptomatic therapyof uncomplicated lower urinarytract infections in the ambulatory setting. A randomized, double blind trial (NCT01039545). Abstract: LBO S0239b
[3] Oldach D, Barrera C, Mykietiuk, et al. SOLITAIRE-Oral: Results of a Global Phase 3 Trial Comparing Oral Solithromycin versus Oral Moxifloxacin for Treatment of Community-acquired Bacterial Pneumonia (CABP) in Adults. Abstract: LBO SO239c
[4] Solomkin J, Slepavicius A, Evans D, et al. Results of IGNITE1: A Phase 3 studyto evaluate the efficacy and safety of eravacycline versus ertapenemin complicated intra-abdominal infections. Abstract: LBO S0239d
[5] Rigatto MH, Oliveira M, Perdigão Neto L, et al. Risk for renal failure of colistin versus polymyxin B: a prospective cohort study. Abstract: LBO S0239e