Una nuova conferma sull’efficacia prolungata dell’antivirale entecavir viene da un piccolo studio su 10 pazienti con epatite B cronica in cui il farmaco ha portato a una soppressione virale prolungata e a una regressione della cirrosi avanzata. Lo studio è appena stato pubblicato sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology.

In un’intervista all’agenzia Reuters, uno degli autori, Samuel Lee, dell’Università di Calgary, in Canada, ha spiegato che entecavir, insieme a tenofovir, dovrebbe essere uno dei due farmaci di prima linea contro l’HBV. Questi due agenti, ha detto Lee, “sono i più potenti soppressori virali e hanno dimostrato di essere superiori alla lamivudina, che è tuttora comunemente usata in tutto il mondo per il suo costo relativamente basso”. L’impiego prolungato di lamivudina porta però ad alti livelli di resistenza.

La somministrazione a lungo termine di entecavir ha già dimostrato di ottenere una soppressione virologica prolungata e miglioramenti istologici continui nei pazienti con epatite B cronica naive. In questo nuovo studio, gli autori hanno valutato i miglioramenti dell’istologia epatica in pazienti con cirrosi o fibrosi avanzata trattati a lungo (almeno per 3 anni, in media per 6 anni) con l’antivirale. Tutti erano stati partecipanti di vari trial su entecavir come trattamento per l’epatite B e per ognuno erano disponibili biopsie epatiche al basale e dopo il trattamento a lungo termine (da 267 a 297 settimane).

Sono stati considerati miglioramenti significativi una riduzione di almeno due punti dell’indice necroinfiammatorio di Knodell e di almeno un punto dell'indice di Ishak relativo alla fibrosi.

Al basale, la carica virale media era pari a 8,7 log10 copie/ml di HBV DNA e gli indici di Ishak e Knodell mediani erano pari rispettivamente a 4,6 e 10,3, valori suggestivi di uno stato di cirrosi o fibrosi avanzata. Alla biopsia finale, però, in tutti i pazienti si era ottenuta una riduzione di almeno un punto dell’indice di Ishak, con miglioramenti maggiori all’aumentare della durata del trattamento.

Gli autori hanno anche evidenziato una riduzione media rispetto ai valori basali dell’indice di Ishak e di quello di Knodell pari rispettivamente a 2,2 e 7,6. In tutti e quattro i pazienti che al basale presentavano cirrosi l’indice di Ishak è sceso sotto al 4, a indicare una riduzione dell’estensione della cirrosi.

Il DNA virale è sceso sotto ai limiti di rilevabilità (meno di 300 copie/ml) dopo 48 settimane di trattamento e la soppressione virologica si è mantenuta in tutti i pazienti considerati. Il dato è rilevante perché una soppressione virologica rapida e prolungata si associa a un minor rischio di sviluppare resistenza virale.

E.R. Schiff, et al. Long-Term Treatment With Entecavir Induces Reversal of Advanced Fibrosis or Cirrhosis in Patients With Chronic Hepatitis B. Clin Gastroenterol Hepatol 2011;9:274-276.
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