I risultati dello studio di Fase IIb, SOUND-C2, hanno confermato la risposta virologica sostenuta (SVR) a 12 e 24 settimane dopo il termine del trattamento in oltre l’85% di pazienti affetti da epatite C (HCV) di genotipo 1b (GT-1b) - il genotipo dell’ HCV a maggiore prevalenza a livello mondiale; questa elevata e persistente risposta virologica è stata ottenuta con un regime terapeutico senza interferone di Boehringer Ingelheim.

I risultati sono stati presentati al 63°Annual Meeting of the American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD), svoltosi a Boston, Massachusetts (USA), dal 9 al 13 novembre. Sulla base del successo conseguito da questo studio di Fase IIb, a breve sarà avviato un programma di studi registrativi di Fase III con questo regime terapeutico a somministrazione orale e senza interferone, per il trattamento dell’epatite C.

L’elevato tasso di guarigione è stato raggiunto con sole 28 settimane di trattamento con una terapia polimodale altamente efficace con faldaprevir (BI 201335)+, un potente inibitore della proteasi di nuova generazione, somministrato una volta al giorno, e BI 207127+, un potente inibitore non nucleotidico della polimerasi, più ribavirina.

Questi risultati positivi sono stati ottenuti dal più vasto studio senza interferone mai realizzato finora, che ha arruolato anche pazienti con insufficienza epatica avanzata, che risultano più difficili da curare. Il rigoroso programma di studi sull’HCV di Boehringer Ingelheim mira, infatti, a comprendere le differenti tipologie di pazienti che i medici si trovano a curare nella pratica clinica.
Attraverso il suo completo programma di studi, Boehringer Ingelheim si propone di sviluppare una terapia orale senza interferone, che permetta ai pazienti di raggiungere la guarigione dal virus con una terapia di più breve durata e minori effetti collaterali rispetto alle attuali terapie a base di interferone.

“Eliminare l’interferone-alfa è un obiettivo fondamentale nel trattamento dell’epatite C; e oggi, grazie ai risultati di questo studio di Fase IIb, abbiamo compiuto un passo avanti nello sviluppo di un trattamento senza interferone per molti pazienti con infezione da HCV” afferma Stefan Zeuzem, Chief of the Department of Medicine e Professor of Medicine alla Goethe University Hospital di Francoforte, Germania. “Nel trial SOUND-C2 abbiamo incluso un’ampia varietà di pazienti che rispecchiano i casi clinici quotidianamente affrontati negli ospedali, compresi quelli con cirrosi, che hanno un’assoluta necessità di un trattamento efficace alternativo alle terapie basate sull’interferone”.

Lo studio di Fase IIb ha incluso 362 pazienti con epatite C di genotipo 1 naïve al trattamento (entrambi i genotipi del virus, GT-1a e GT-1b). Quando si osserva l’insieme di tutti i pazienti, compresi i casi più difficili da curare, l’eliminazione del virus è stata raggiunta nel 69% dei pazienti, rispetto all’85% ottenuto nel sottogruppo di pazienti GT-1b. Lo studio ha incluso anche il 9% di pazienti cirrotici, un grave processo di cicatrizzazione nel fegato, o con una forma avanzata di insufficienza epatica; in questi pazienti la risposta terapeutica è stata del 67%.

I pazienti colpiti da cirrosi rappresentano una popolazione con necessità terapeutiche ancora insoddisfatte, che richiede, con urgenza, un trattamento più efficace e meglio tollerato. Ad oggi l’interferone è un elemento “chiave” del trattamento, tuttavia, può essere poco tollerato dai pazienti a causa dei lunghi tempi di trattamento e dei gravi effetti collaterali. I regimi terapeutici a base di interferone non sono un’opzione praticabile per oltre il 50% dei pazienti.

“Basandoci sull’elevata percentuale di guarigione virale rilevata negli studi di Fase IIb con le nostre nuove molecole faldaprevir e BI 207127, possiamo essere ottimisti circa la possibilità di sviluppare nuove opzioni terapeutiche in risposta ai numerosi fabbisogni clinici insoddisfatti nella terapia dell’epatite C” afferma il professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim. “Siamo orgogliosi di annunciare l’avvio di un importante studio clinico di Fase III senza interferone nell’infezione da HCV. Continuiamo a perseguire il nostro obiettivo di offrire una terapia orale multimodale altamente efficace senza l’impiego di interferone, che determini la guarigione virale in un numero sempre più ampio di pazienti affetti da epatite C, con un trattamento più breve e con minori effetti collaterali”.

Gli eventi avversi più comuni rilevati nello studio SOUND-C2 sono stati: alterazioni cutanee di grado lieve (prurito, rash o fotosensibilità) o disturbi gastrointestinali e transitoria iperbilirubinemia indiretta manifestatasi, a volte, con ittero.1 Il 36% dei pazienti ha riferito degli effetti collaterali, il 12% dei quali di grado severo che nell’8% dei casi ha determinato l’interruzione del trattamento.1 Ciò a fronte di un 25% circa di interruzioni causate da eventi avversi associati al trattamento con interferone e ribavirina. 7

SOUND-C2
SOUND-C2 è uno studio clinic di Fase IIb, randomizzato, in aperto, che ha coinvolto 362 pazienti con epatite C di genotipo 1 naïve alla terapia in cinque bracci di trattamento. Lo studio realizzato da Boehringer Ingelheim ha valutato la sicurezza e l’efficacia della terapia polimodale di faldaprevir e BI 207127, con o senza ribavirinae priva di interferone.

Ogni gruppo di trattamento includeva 120mg di Faldaprevir una volta al giorno, in associazione a 600mg diBI 207127 con differente durata di trattamento e schedula di somministrazione, due volte al giorno (BID) o tre volte al giorno (TID) più o meno ribavirina:
• BI 201335 120mg/die QD + BI 207127 600mg (3v/die) TID + RBV per 16 settimane;
• BI 201335 120mg QD + BI 207127 600mg TID + RBV per 28 settimane;
• BI 201335 120mg QD + BI 207127 600mg TID + RBV per 40 settimane;
• BI 201335 120mg QD + BI 207127 600mg BID (2v/die) + RBV for 28 settimane;
• BI 201335 120mg QD + BI 207127 600mg TID senza RBV per 28 settimane.

Ricerche di Boehringer Ingelheim nell’epatite C
La società tedesca è impegnata nello sviluppo di una terapia polimodale altamente efficace con faldaprevir (BI 201335) e BI 207127, attraverso un ampio programma di studi clinici volto a trovare le risposte alle sfide che i pazienti colpiti da HCV si trovano ad affrontare.
Faldaprevir, farmaco in fase di sviluppo, è un inibitore di proteasi di nuova generazione a somministrazione giornaliera, progettato per puntare ai reservoir del virus (all’interno del fegato) e inibire la replicazione virale. Faldaprevir ha completato gli studi clinici di fase IIb (studi SILEN-C). Vicino alla conclusione anche lo studio di Fase III STARTVerso, che valuta faldaprevir in associazione a interferone peghilato e ribavirina in pazienti affetti da Epatite C di genotipo 1, naïve al trattamento, già trattati e co-infetti da HIV.

BI 207127, potente molecola in fase di sviluppo, è in un inibitore non nucleotidico di polimerasi NS5B che in associazione a faldaprevir più ribavirina ha il potenziale di eliminare l’interferone dalla terapia dell’HCV. Gli studi di Fase IIb di questo regime terapeutico privo di interferone sono stati completati (SOUND-C2) e sono stati da poco avviati gli studi di fase III HCVerso che stanno indagando questo regime terapeutico.