Epatite C, rapide risposte con nuovo inibitore delle proteasi

Altri Studi
Sono promettenti i risultati clinici nella cura dell'epatite C ottenuti con TMC435, un nuovo inibitore delle proteasi a somministrazione once a day sviluppato Tibotec (divisione della Johnson & Johnson)  in collaborazione con la biotech svedese Medivir.  Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell'Università del North Carolina Chapel Hill ed è stato presentato al meeting dell' American Association for the Study of Liver Diseases appena conclusosi a Boston.

Lo studio, un trial di fase IIb denominato PILLAR, ha arruolato 386 pazienti con infezione da HCV di genotipo 1 naive al trattamento antivirale. I pazienti sono stati randomizzati a uno di 5 gruppi di trattamento: 75mg o 150mg di TMC435 più interferone pegilato e ribavirina per 12 settimane, seguiti dalla combinazione di questi  ultimi due farmaci per altre 12 settimane; o 75mg o 150mg di TMC435 in somministrazione once-daily più interferone pegilato e ribavirina per 24 settimane o alla combinazione di interferone pegilato e ribavirina più placebo per 48 settimane.

I pazienti che hanno presentato, a 4, 12, 16 e 20 settimane, valori di HCV-RNA inferiori a 25 UI/ml hanno interrotto il trattamento a 24 settimane.
L'endpoint principale dello studio era il tasso di risposta a 72 settimane, mentre gli endpoint secondari erano: il breakthrough virale, le ricadute e la tollerabilità del farmaco.

Dallo studio è emerso che tutti i gruppi di trattamento avevano ottenuto una risposta significativa a 4 settimane, rispetto al placebo (68%-79%, verso 5%) e tale risposta è stata mantenuta anche alle settimane 12 e 24.
Alla 12ma settimana, il tasso di risposta era compreso tra il 91% e il 97% per i gruppi in trattamento con il nuovo farmaco, rispetto al 53% del gruppo che ha ricevuto il placebo. Alla 24ma settimana il tasso di risposta per i gruppi che hanno ricevuto il farmaco era compreso tra il 94% e il 97%, rispetto all'82% del gruppo che ha ricevuto il placebo.

Il breakthrough virale è risultato simile per tutti i gruppi in studio (dal 2,5 al 7,8% dei gruppi che hanno ricevuto il farmaco, rispetto al 3,9 del placebo).
I risultati dello studio hanno inoltre mostrato che la risposta era superiore tra i pazienti che presentavano varianti genetiche dell'IL28B conosciute per diminuire la risposta alla terapia a base di intervìferone io ribavirina.

I pazienti in trattamento con il farmaco, con le varianti CT e TT di IL28B mostravano una risposta simile a quelli che il genotipo CC.
Non sono state riscontrate differenze negli eventi avversi tra i gruppi in studio. Gli effetti collaterali più comuni per tutti i gruppi di trattamento sono stati: rash, anemia, eventi gastrointestinali, emicrania e fatica.
Si è notato però un aumento dei livelli di bilirubina nei pazienti che hanno ricevuto il nuovo farmaco, ma tali variazioni sono risultate reversibili una volta terminato il trattamento.

TMC435 è un inibitore selettivo della proteasi NS3/4 di HCV. Diversamente dagli altri farmaci che appartengono a questa categoria, come boceprevir e telaprevir, che vengono somministrati  3 volte al giorno, il nuovo composto prevede una somministrazione once-daily.

American Association for the Study of Liver Diseases Fried MW, et al "Efficacy and safety of TMC435 in combination with peginterferon alpha-2a and ribavirin in treatment-naive genotype 1 HCV patients: 24-week interim results of the PILLAR study" AASLD 2010; Abstract LB-5.