In occasione della settima conferenza della European Neuroendocrine Tumor Society (ENETS) i ricercatori hanno presentato il razionale alla base dell'associazione di agenti diversi diretti contro vari target cellulari, compresa la combinazione di everolimus e octreotide, per il trattamento dei tumori neuroendocrini (NET) avanzati, aggressivi e attualmente incurabili con le terapia standard.

In particolare, sono stati passati in rassegna i risultati di diversi studi clinici di fase II e III tra cui RADIANT e PROMID. Nello studio di fase III PROMID, octreotide a lento rilascio ha dimostrato un significativo effetto antitumorale contro i NET dell'intestino medio in fase avanzata.
Tra i bersagli cellulari valutati nei pazienti con NET c'è anche la proteina mTOR, una chinasi che gioca un ruolo centrale di regolazione in diverse vie di segnale intracellulari coinvolte nell'angiogenesi, nella crescita e nella bioenergetica cellulare.

Dato che mTOR agisce come una sorta di ‘interruttore neoplastico' che viene attivato da molte mutazioni oncogene, l'inibizione di questa proteina potrebbe rivelarsi una strategia efficace contro diversi tipi di tumori, tra cui quelli neuroendocrini. Uno degli inibitori di mTOR è appunto everolimus.
Secondo i risultati dello studio non randomizzato di fase II RADIANT-1, su pazienti con NET del pancreas avanzati andati progressione dopo o durante la chemioterapia, la sopravvivenza libera da progressione mediana (PFS) è stata pari a 9,7 mesi con everolimus e 16,7 mesi con everolimus più octreotide.
Gli autori della presentazione hanno concluso che l'accoppiata everolimus-octreotide rappresenta una promettente possibilità per il trattamento dei NET avanzati.

I tumori neuroendocrini (NET) sono neoplasie ormonali a bassa incidenza (mediamente 5 casi/100.000).
Nel corso degli ultimi 30 anni la loro incidenza è però aumentata di circa 5 volte.

Rationale for Combining mTOR With Other Targeted Agents in the Treatment of Neuroendocrine Tumors. Abstract C72