Vertex Pharmaceuticals ha reso noti i risultati ad interim di uno studio di fase II condotto per valutare l’efficacia e la sicurezza della combinazione tra il farmaco sperimentale VX-809 e ivacaftor in pazienti con fibrosi cistica. Nello studio, i farmaci hanno migliorato la FEV1 (volume espiratorio massimo nel secondo) dei pazienti che presentavano la mutazione F508del del gene CFTR, in condizione di omozigosi.

I risultati della prima parte del trial erano stati resi noti lo scorso anno. I nuovi dati riguardano la seconda parte dello studio che attualmente è ancora in corso. L’ultima parte del trial ha arruolato 108 pazienti di età superiore ai 18 anni, che sono stati suddivisi in cinque gruppi di circa 20 pazienti ciascuno. Tre gruppi di pazienti omozigoti per la mutazione F508 sono stati randomizzati a ricevere VX-809 da solo  (220, 400 o 600 mg) per 28 giorni e successivamente lo stesso farmaco in combinazione con ivacaftor (250 mg) per altri 28 giorni. Un gruppo di soggetti eterozigoti è in trattamento con VX-809 da solo (600 mg) per 28 giorni seguiti dalla combinazione del medicinale con ivacaftor (250 mg) per altri 28 giorni. L’ultimo gruppo è costituito dai controlli trattati con placebo e include sia pazienti omozigoti che eterozigoti per la mutazione F508.

I risultati ad interim riguardano 37 pazienti omozigoti per la delezione F508 di CFTR che avevano completato 56 giorni di terapia, prima con il solo VX-809 e poi con la combinazione del farmaco e ivacaftor, e 11 controlli trattati con placebo sia omozigoti, che eterozigoti per la mutazione F508.

I dati hanno mostrato un miglioramento di almeno il 5% della FEV1 rispetto al basale nel 46% dei pazienti trattati con VX-809 più ivacaftor per tutte le dosi dei farmaci valutate e un miglioramento di almeno il 10% della FEV1 nel 30% di questi soggetti. Nessun paziente trattato con placebo ha ottenuto miglioramenti della FEV1 di almeno il 5%.

Inoltre, tra il 28°e il 56° giorno di terapia è stata osservata una riduzione dei livelli di cloruro di sodio nel sudore, uno dei segni caratteristici della patologia dovuto alla mutazione del gene CFTR. Al momento dell’analisi ad interim la differenza nei livelli di cloruro di sodio nel sudore tra i pazienti trattati con la combinazione dei due medicinali e i controlli, non era significativa. Al giorno 28 è stata osservata una riduzione significativa di tali valori nei pazienti che avevano ricevuto solo VX-809.

I dati di sicurezza hanno mostrato che VX-809 era generalmente ben tollerato dalla maggior parte dei pazienti sia da solo che in combinazione con ivacaftor. Gli eventi avversi più frequenti osservati durante lo studio erano di natura polmonare ma non di grave entità. L’incidenza di eventi avversi gravi era simile tra il placebo e i due farmaci.

La fibrosi cistica (FC) colpisce circa 70mila persone in tutto il mondo e causa una perdita progressiva della funzionalità polmonare. La patologia è dovuta alla compromissione della funzionalità della proteina CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator), un canale ionico deputato soprattutto a trasportare il cloro attraverso le membrane cellulari a livello della membrana apicale delle cellule epiteliali delle cellule di vie aeree, del pancreas, dell'intestino, delle ghiandole sudoripare, delle ghiandole salivari e dei vasi deferenti.

La fibrosi cistica è causata da mutazioni di questa proteina (se ne conoscono più di 1.000) che portano a uno squilibrio ionico legato a un'alterazione della secrezione da parte delle cellule epiteliali degli ioni cloro e, di conseguenza, a un maggior riassorbimento di sodio e acqua dalle pareti delle vie aeree. Come conseguenza dell'alterazione genetica, le ghiandole coinvolte secernono un muco denso e vischioso e quindi poco scorrevole. Negli organi interessati, le secrezioni mucose, essendo anormalmente viscide, determinano un'ostruzione dei dotti principali, provocando l'insorgenza di gran parte delle manifestazioni cliniche tipiche della malattia, come la comparsa di infezioni polmonari ricorrenti, insufficienza pancreatica, steatorrea, stati di malnutrizione, cirrosi epatica, ostruzione intestinale e infertilità maschile; è una malattia molto grave con un'aspettativa di vita di circa 37 anni (dati della Cystic Fibrosis Foundation).

Ivacaftor è un farmaco attivo per via orale che va assunto due volte al giorno, disegnato per aumentare il tempo di apertura dei canali CFTR. Il medicinale è il primo agente terapeutico che agisce contro una delle cause specifiche della malattia ed è stato approvato dall’Fda lo scorso gennaio per i pazienti con fibrosi cistica (FC) con più di 6 anni che presentano la mutazione G551D del gene CFTR.

VX-809  è un farmaco sperimentale definito “correttore di CFTR” in quanto sembra aiutare la proteina a raggiungere la superficie cellulare.