Dopo due anni di terapia, i pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente trattati con fingolimod mostrano una riduzione dell’attività delle lesioni cerebrali e della perdita di volume cerebrale, misurati attraverso la risonanza magnetica (Rmn). Lo dimostrano i risultati a due anni dello studio FREEDOMS (Research Evaluating Effects of Daily Oral Therapy in Multiple Sclerosis), pubblicati sugli Archives of Neurology.

FREEDOMS è uno studio di fase III della durata di due anni, multicentrico, in doppio cieco, controllato verso placebo, che ha valutato l'efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di fingolimod. Il trial aveva coinvolto 1.272 pazienti in 22 Paesi, randomizzati a ricevere una di due dosi del farmaco (0,5 mg e 1,25 mg) o placebo.
L'endpoint primario era la riduzione del tasso annuale di recidiva, mentre quello secondario principale era la riduzione della progressione della disabilità. Obiettivi entrambi raggiunti per entrambe le dosi testate nello studio senza differenze significative tra le due.

Durante lo studio, le analisi con la Rmn sono state effettuate a 6, 12 e 24 mesi. Gli esperti hanno valutato il numero e il volume delle lesioni captanti il gadolinio in T1, le lesioni iperintense in T2, le ipointense in T1 e la variazione percentuale del volume cerebrale.

Entrambe le dosi di fingolimod hanno ridotto il numero di nuove lesioni in T2 nei 24 mesi di studio, rispetto al placebo (P<0,001). La riduzione di tali lesioni ha raggiunto la significatività statistica dopo 6 mesi di terapia ed è rimasta significativa fino al termine dello studio. I pazienti trattati con fingolimod, in entrambe le dosi, hanno ottenuto una riduzione del numero delle lesioni captanti gadolinio così come una riduzione delle volume delle lesioni, a 6, 12 e 24 mesi, rispetto al placebo (P<0,001). Nei 24 mesi di trattamento, il 21% dei pazienti trattati con placebo non presentava lesioni nuove in T2 o lesioni captanti gadolinio, rispetto al 52% dei pazienti trattati con la dose da 1,25 mg del farmaco e al 50,7% dei soggetti trattati con 0,5 mg del medicinale (P<0,001).
Il cambiamento del volume delle lesioni iperintense in T2 e ipointense in T1 era in favore di fingolimod, rispetto al placebo (P<0,05). Entrambe le dosi del medicinale hanno rallentato la perdita del volume cerebrale, rispetto al placebo (P<0,001) durante l’intero periodo di studio. Il miglioramento era significativo dopo 6 mesi di terapia e si è mantenuto per l’intera durata del trial. In particolare, la riduzione della perdita del volume cerebrale era tra il 23 e il 45% nei due anni di terapia.

Fingolimod è il primo trattamento orale approvato per la sclerosi multipla (SM) ed è il capostipite di una nuova classe di farmaci chiamati modulatori dei recettori della sfingosina 1-fosfato (S1PR). Il farmaco è indicato in monoterapia, come medicinale modificante la malattia per la SM multipla recidivante-remittente a elevata attività nei seguenti gruppi di pazienti adulti: pazienti con un'elevata attività di malattia nonostante la terapia con interferone-beta oppure in pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente grave ad evoluzione rapida.
Sulla base dei dati disponibili a febbraio 2012, circa 36mila pazienti sono stati trattati con fingolimod, con oltre 34mila pazienti-anno di esposizione. Alcuni pazienti hanno ricevuto un trattamento con il farmaco fino a 7 anni consecutivi.

Di recente sia l’Fda sia l’Ema hanno aggiornato la scheda tecnica del farmaco inserendo alcune raccomandazioni per ridurre il rischio di eventi avversi sul cuore perché si è visto che dopo la prima dose si può avere una transitoria bradicardia, che può essere associata a blocco atrioventricolare.

Radue E-W, et al "Impact of fingolimod therapy on magnetic resonance imaging outcomes in patients with multiple sclerosis" Arch Neurol 2012; DOI: 10.1001/archneurol.2012.105.