Dott. Andrea Pace
SSD Neurologia Istituto Tumori Regina Elena


Il trattamento standard dei gliomi di alto grado (Glioblastomi e Astrocitomi Anaplastici, la tipologia di tumori cerebrali maligni più frequente) prevede l’asportazione chirurgica più ampia possibile seguita dalla radioterapia e dalla chemioterapia. L’influenza dei trattamenti sulla sopravvivenza è comunque modesta e la sopravvivenza  mediana è di circa 14 mesi dalla diagnosi. I gliomi di alto grado  dopo il trattamento di prima linea recidivano dopo un intervallo di tempo di 6-12 mesi. Il trattamento ottimale dei gliomi dopo la recidiva non è attualmente definito e prevede il reintervento chirurgico, quando possible, e l’utilizzo di vari schemi terapeutici.


Nell’Istituto Tumori Regina Elena di Roma abbiamo effettuato uno studio di fase II su 23 pazienti affetti da glioma di alto grado recidivo dopo trattamento standard utilizzando uno schema terapeutico che combina il farmaco Fotemustine con il Bevacizumab.

La fotemustina è un chemioterapico che oltrepassa facilmente la barriera ematoencefalica ed è già utilizzato nel trattamento dei tumori cerebrali; il bevacizumab è un anticorpo monoclonale anti VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor) che ha un’azione antiangiogenetica (inibizione della formazione di nuovi vasi e normalizzazione della vascolarizzazione tumorale) ed è utilizzato nel trattamento di varie neoplasie solide ma in Europa non è attualmente in indicazione per il trattamento dei gliomi. 


Obiettivo dello studio era valutare l’efficacia della combinazione dell’effetto citotossico di un chemioterapico “classico” come la Fotemustine con l’attività antiangiogenetica di una molecola “target” come il bevacizumab.
Lo schema terapeutico utilizzato prevedeva la somministrazione di Fotemustine con una fase di induzione (60 mg per mq di superficie corporea settimanale per 3 settimane) seguita da una fase di mantenimento con somministrazione di una dose di Fotemustina di 75 mg/mq ogni 21 giorni. Contemporaneament veniva effettuata una somministrazione di Bevacizumab ogni 3 settimane alla dose di 10 mg/kg.


I risultati dello studio hanno evidenziato un tasso di risposte del 34.7% (8 pazienti hanno mostrato una Risposta Parziale con riduzione dell’area tumorale evidenziata alla RM encefalo maggiore del 50%) e una stabilità di malattia nel 30%.  Il 47.8% (11/23) dei pazienti ha mostrato un beneficio clinico con miglioramento delle condizioni neurologiche.


La tossicità più comunemente osservata ha riguardato un’alterazione dei parametri ematologici (neutropenia 21.7%, piastrinopenia 13% ) ed epatici (aumento enzimi epatici 8.6%). 2 pazienti (8.7%) hanno presentato trombosi venose e in un caso si è osservata un’emorragia cerebrale asintomatica. 
In conclusione i risultati del nostro studio mostrano che il trattamento combinato con Fotemustine e Bevacizumab nei gliomi di alto grado in progressione ha una buona attività clinica con una modesta tossicità. 


Lo studio dimostra che la combinazione di farmaci chemioterapici e molecole target può rappresentare una efficace opzione terapeutica nei gliomi recidivanti.