Un ormone contro il dolore. A prospettare un impiego inatteso per la gonadotropina corionica umana (hCG), utilizzata di frequente nei trattamenti anti-sterilità, è un piccolo studio pilota in cui il farmaco è stato in grado nella maggior parte dei pazienti di alleviare il dolore intrattabile. Dopo un anno di trattamento con l’ormone, sette pazienti su otto hanno potuto ridurre il consumo di oppiacei del 30-50%, senza che si siano osservati effetti collaterali. La ricerca, firmata da Forest Tennant, della Veract Intractable Pain Clinic di West Covina (in California), e collaboratori, è stata presentata all’ultimo congresso dell’American Academy of Pain Medicine, concluso ieri a Washington.

Gli autori sono arrivati a testare l’hCG come terapia del dolore in modo quasi casuale. Infatti, questo ormone è usato comunemente nelle procedure di fecondazione in vitro e anche in alcuni programmi di dimagrimento, ma non certo come analgesico. Quando Tennant e il suo gruppo, però, hanno saputo dai colleghi di un centro anti-obesità che i loro pazienti obesi affetti anche da fibromioalgia e trattati con l’hCG ottenevano un grosso sollievo dal dolore, hanno deciso di metterla alla prova anche in questo ambito.

Tennant ha detto di essere stato scettico al riguardo finché lui e il suo gruppo non hanno studiato le proprietà farmacodinamiche dell’ormone e hanno visto che avrebbe potuto avere effetti simili a quelli degli steroidi.

Non è chiaro, ha spiegato Tennant presentando il lavoro al congresso, se l’hCG agisca come stimolante ormonale e/o come agente anabolico a livello del connettivo. Ciò che è apparso evidente, però, è che la maggior parte dei pazienti con un dolore intrattabile sembra aver beneficiato del trattamento.

“Il miglioramento in questi soggetti è stato impressionante” ha detto il ricercatore, il quale ha aggiunto che i pazienti con un dolore intrattabile grave e una presunta neuroplasticità anormale, in terapia di mantenimento con oppiacei, raramente ottengono miglioramenti negli trial che non coinvolgono farmaci non oppiacei.
Per questo studio, gli autori hanno coinvolto inizialmente 12 pazienti e li hanno trattati con una dose di challenge compresa tra 500 e 1.000 unità per identificare possibili effetti collaterale e un dosaggio potenzialmente efficace. Otto pazienti che hanno avvertivo un effetto positivo con questo trattamento nella prima settimana hanno poi continuato il trattamento a lungo termine per un anno, a un dosaggio compreso tra le 1.000 e le 3.000 unità a settimana.

Tutti i partecipanti erano soggetti che presentavano dolore intrattabile da almeno 5 anni e per tutti si sospettava l’esistenza di una neuroplasticità centrale anomala. Sette di essi presentavano problematiche a livello vertebrale e gli altri erano affetti da fibromialgia, neuropatia, artropatia o cefalea.

Tutti i pazienti trattati in modo prolungato hanno riferito anche un aumento dell’energia e della concentrazione, una riduzione della depressione e un minor numero di flare dolorosi. Cinque di essi hanno anche ottenuto una completa assenza di dolore per diverse ore.

Il miglioramento sintomatologico osservato in questo studio preliminare suggerisce che l’hCG possa correggere almeno in parte l’alterazione della neuroplasticità associata al dolore intrattabile grave, concludono gli autori. Bisognerà ora vedere se questo beneficio potrà essere confermato attraverso studi più ampi.

F.S. Tennant. Human chorionic gonadotropin in intractable pain" AAPM 2011; Abstract 164.
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