Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Atlanta e pubblicato su Morbility and Mortality Weekly Report (Mmwr) dei Centers of Disease Control and Prevention (Cdc), la resistenza agli antibiotici da parte del batterio responsabile della gonorrea, Nesseria gonorrhoeae, è in progressiva crescita. Secondo la ricerca, negli ultimi tempi sono stati isolati batteri resistenti anche ai fluorochinoloni.

Quasi in contemporanea, per la prima volta un gruppo di ricercatori svedesi ha isolato un ceppo di N. gonorrhoeae resistente a tutti gli antibiotici. Lo studio verrà presentato al meeting dell'International Society for Sexually Transmitted Disease Research in Canada, e secondo gli autori la scoperta aumenta le preoccupazioni per una diffusione incontrollata della malattia.

Il ceppo 'incriminato', chiamato H041, è stato trovato su un paziente in Giappone, ed è resistente a tutte le cefalosporine, la classe di antibiotici usata in questi casi. «La scoperta è allo stesso tempo allarmante e prevedibile - sottolinea Magnus Unemo dello Swedish Research Laboratory for Pathogenic Neisseria - fin dagli anni '40 gli antibiotici sono il trattamento standard per questa malattia, e hanno sempre mostrato una grande capacità di adattamento».  Resta comunque ancora da accertare se il nuovo ceppo batterico H041 sia realmente molto diffuso.

L’emergere di germi resistenti alle cefalosporine costituisce un problema clinic che può complicare il trattamento di questa patologia in quanto rimangono pochi antibiotici che sono contemporaneamente efficaci, ben studiati e di semplice somministrazione.
La N. gonorrhoeae è una delle principali cause della malattia infiammatoria pelvica, della gravidanza ectopica e dell’infertilità. Inoltre il batterio può facilitare l’infezione da parte dell’Hiv.

Nello studio condotto dai Cdc, i ricercatori hanno esaminato la suscettibilità agli antibiotici da parte del batterio attraverso la valutazione della Mic (minima concentrazione inibente), in 5.865 campioni di N. gonorrhoeae prelevati una volta all’anno, nel periodo tra il 2000 e il 2010, da pazienti di sesso maschile, provenienti da diverse cliniche negli Stati Uniti. Durante questo periodo, la percentuale di campioni con Mic elevata per le cefalosporine (≥ 0,25 mg / ml per cefixima e ≥ 0,125 mg / ml per ceftriaxone) è passata dallo 0,2% a 1,4% 2010 per cefixima (p <0,001)e dallo 0,1% allo 0,3% per ceftriaxone (p =0,047).
Tra il 2000 e il 2010 in Asia sono stati documentati anche due casi di fallimento della terapia con cefalosporine. Successivamente, sono stati osservati altri due casi, uno in Norvegia, in un uomo eterosessuali con uretrite da N. gonorrhoeae, trattato con cefixime  e uno in Giappone,  in una donna con infezione della faringe,  trattata con ceftriaxone, con Mic = 2,0 mcg/ml.

Nel 2007 il Cdc ha raccomandato l’interruzione della terapia con fluorochinoloni per il trattamento della gonorrea e recentemente ha raccomandato la terapia con ceftriaxone (250 mg) più azitromicina o doxiciclina.
Come spiegato nello studio, i primi casi di resistenza del gonococco alla penicillina e alla tetraciclina si sono verificati negli anni ‘70 e si sono diffusi nei primi anni ‘80. I casi di resistenza ai fluorochinoloni sono invece più recenti.

La gonorrea è una malattia a trasmissione sessuale. I sinonimi oltre alle perdite uretrali coprono anche tutta una serie di manifestazioni extrauretrali: difatti l'infezione può riguardare anche la cervice uterina, il retto, la faringe, e per diffusione ematogena le articolazioni (artrite gonococcica), il fegato (epatite) e il miocardio (miocardite).
Nel 1995 l'incidenza era di 150 persone infette ogni 100.000, soprattutto in persone che hanno avuto molteplici partner. Nelle donne infette, inoltre, tale morbo è spesso accompagnato da altri simili.

Si è stimato che ogni anno ci siano più di 700.000 nuovi casi solo negli USA, e si stima che tali casi siano solo la metà di quelli dichiarati. La mancanza di preservativi nei paesi non industrializzati aumenta il rischio e di conseguenza anche il numero di casi accertati della malattia. Recenti studi effettuati in Canada hanno dimostrato che la gonorrea trova la più alta incidenza in giovani donne intorno alla seconda decade di età (20 anni).

Comunicato dei Centers of Disease Control