Febuxostat (Adenuric in Europa, Uloric negli Stati Uniti) alla dose di 80 mg e 120 mg/die ha permesso di ottenere una riduzione dell'uricemia superiore ad allopurinolo 300 mg in pazienti affetti da gotta, nell'ambito di uno studio presentato a Roma, in occasione dell'EULAR, da Michael Becker dell'Università di Chicago.
Al momento della visita finale, il 75% dei soggetti trattati con febuxostat 80 mg/die e il 79% di quelli trattati con 120 mg/die hanno raggiunto l'obiettivo di riduzione dei livelli di acido urico al di sotto dei 6 mg/dl contro il 38% di quelli trattati con allopurinolo 300 mg/die (P < 0,001 per entrambi i confronti).

Inoltre, il 65% dei pazienti trattati col dosaggio più alto di febuxostat e il 47% di quelli trattati col dosaggio più basso hanno raggiunto livelli di urato sierico inferiori a 5 mg/dl contro il 13% nel gruppo allopurinolo (P < 0,001 per entrambi i confronti). Nel 39% dei soggetti del primo gruppo e nel 19% di quelli del secondo si è ottenuta addirittura una riduzione al di sotto dei 4 mg/dl, obiettivo raggiunto solo dal 2% dei pazienti in trattamento con allopurinolo (P < 0,001).

Nonostante la superiorità di febuxostat nell'abbassamento dei livelli di urato, non si sono osservate differenze tra questo e l'allopurinolo, farmaco di riferimento per il trattamento dell'iperuricemia, per quanto riguarda l'incidenza delle riacutizzazioni e la riduzione dei tofi (endpoint secondari dello studio).

"Un limite dell'allopurinolo è che alla dose di 300 mg, quella utilizzata comunemente nella pratica quotidiana in Europa e negli Stati Uniti, molti pazienti non riescono a raggiungere e mantenere livelli di urato nel range di normalità" ha spiegato Becker durante la presentazione. Inoltre il farmaco talora risulta non tollerato specie nei soggetti anziani. "Il fatto che non siano emerse differenze rispetto a febuxostat riguardo alla riduzione dei tofi e delle riacutizzazioni" ha aggiunto "potrebbe essere dovuto alla durata limitata di questi studi"

All'EULAR, infatti, Becker e i suoi collaboratori hanno presentato in realtà i dati di due diversi trial di confronto, controllati e randomizzati: APEX e FACT, il primo della durata di 28 settimane e il secondo di 52 settimane. Gli studi hanno coinvolto complessivamente 1.555 pazienti gottosi, con uricemia (definita come un livello di urato sierico di almeno 8 mg/dl) e creatinina sierica inferiore a 2 mg/dl.

In tutto, 517 partecipanti sono stati trattati con febuxostat 80 mg once daily, 519 con febuxostat 120 mg e 519 con allopurinolo 300 mg, in aggiunta a colchicina o naprossene per le prime 8 settimane come profilassi delle riacutizzazioni gottose. Gli autori hanno quindi valutato la comparsa di riacutizzazioni tali da richiedere il trattamento e la dimensione dei tofi, oltre a monitorare la sicurezza della terapia mediante visite e analisi di laboratorio mensili

Sul fronte della safety, i pazienti che hanno abbandonato lo studio sono stati il 35% nel gruppo a basso dosaggio di febuxostat, il 2% nel gruppo ad alto dosaggio e il 24% nel gruppo allopurinolo. Durante il periodo di trattamento, più del 70% dei pazienti in ognuno dei tre gruppi ha manifestato degli eventi avversi, ma tutti e tre i regimi hanno mostrato un profilo di tollerabilità paragonabile.

Approvato in Europa nell'aprile 2008 e poco meno di un anno dopo anche negli Stati Uniti, febuxostat è un inibitore selettivo non-purinico della xantina ossidasi, che agisce con meccanismo diverso rispetto all'allopurinolo. Il farmaco è stato sviluppato in origine dalla giapponese Teijin Pharma. In Europa i diritti sono stati acquisiti da Ipsen che li ha poi ceduti a Menarini. Negli Usa, i diritti sono stati acquisiti da Takeda.

Becker M. A., et al .Urate-lowering efficacy and safety of daily treatment of gouty subjects with febuxostat of allopurinol: FACT and APEX randomized controlled trials. Ann Rheum Dis 2010;69(Suppl3):122