Pochi giorni fa, GlaxoSmithKline ha annunciato l'interruzione di uno studio  condotto con il farmaco sperimentale SRT501, un derivato del  resveratrolo molto più potente di quest'ultimo, studiato in pazienti con mieloma.

Lo scorso mese di aprile, Gsk aveva sospeso un trial di fase IIa in cui lo stesso farmaco veniva studiato in combinazione con bortezomib dopo che 5 pazienti arruolati nel trial avevano presentato una disfunzione renale acuta. Anche se secondo l'azienda tale patologia non era direttamente correlata all'utilizzo del farmaco, resveratrolo non è risultato comunque ben tollerato causando eventi avversi come nausea, vomito e diarrea che hanno portato a deidratazione e quindi, indirettamente, allo sviluppo di insufficienza renale.

Gsk ha affermato di non avere intenzione di programmare ulteriori studi sul farmaco anche se sta ancora attendendo i risultati definitivi di altri trial condotti su due altri derivati del resveratrolo (SRT2104 e SRT2379), studiati in patologie quali il cancro e il diabete.

Resveratrolo è un fenolo non flavonoide rinvenuto nella buccia dell'acino d'uva, a cui è attribuita azione di prevenzione delle mutazioni, di riparazione dei danni al DNA e di rallentamento dell'invecchiamento.

Molti ricercatori, ma i parerei non sono affatto concordi, ritengono che il resveratrolo attivi un gene che codifica una proteina nota come SIRT1, coinvolta nel processo di invecchiamento. Il gene SIRT1 codifica per le proteine note come sirtuine, già note per essere implicate nella regolazione di molte attività cellulari, specialmente in quelle coinvolte nella risposta alla deprivazione calorica. Ricerche condotte da altri scienziati, tra cui quelli di Pfizer e Amgen, hanno invece messo in dubbio questa ipotesi, sostenendo che l'attivazione del SIRT1 da parte del resveratrolo (e derivati) sia un artefatto di laboratorio dovuto ai substrati utilizzati negli esami.

Con un esborso di 720 milioni, nel 2008 Gsk aveva acquisito Sirtris Pharmaceuticals, l'azienda che  sviluppato una molecola simile al resveratrolo (SRT501), ma mille volte più potente.  Allo stato attuale delle cose, non sembra che quei soldi siano stati ben spesi.

Il resveratrolo è stato individuato nella ricerca originata per spiegare il "paradosso francese", in cui si è notato che la popolazione che vive nel Sud della Francia, con alimentazione analoga a quella di alcune regioni degli Stati Uniti, è meno soggetta a problemi medici di natura cardiovascolare.
Una possibile spiegazione è stata ricondotta al resveratrolo contenuto nel vino, derivato dal contenuto naturale della pianta di vite (Vitis vinifera) proveniente dalle bucce degli acini.