Hiv, 4 studi di fase III confermano efficacia della tripletta a base di bictegravir e TAF

Conferma per i nuovi regimi anti Hiv messi a punto da Gilead che si basano su due suoi cavalli di battaglia: il TAF (tenofovir alafenamide), il nuovo tenofovir efficace a un decimo della dose di quello precedente e molto meglio tollerato a livello renale o osseo, e il bictegravir, nuovo inibitore dell'integrasi efficace once a day e senza booster. I quattro studi clinici di fase III che valutano la combinazione a dose fissa bictegravir, emtricitabina e tenofovir alafenamide (BIC / F / TAF) hanno raggiunto l'end point primario per il trattamento dell'HIV-1 (la non inferioritā verso dolutegravir).

Conferma per i nuovi regimi anti Hiv messi a punto da Gilead che si basano su due suoi cavalli di battaglia: il TAF (tenofovir alafenamide), il nuovo tenofovir efficace a un decimo della dose di quello precedente e molto meglio tollerato a livello renale o osseo, e il bictegravir, nuovo inibitore dell’integrasi efficace once a day e senza booster.

I quattro studi clinici di fase III che valutano la combinazione a dose fissa bictegravir, emtricitabina e tenofovir alafenamide (BIC / F / TAF) hanno raggiunto l’end point primario per il trattamento dell'HIV-1 (la non inferiorità verso dolutegravir). Oggi l’azienda ha diffuso solo i risultati top line mentre i dati completi di questi studi saranno disponibili nei prossimi mesi quando saranno presentati nei maggiori congressi internazionali sull’Hiv.

Tre di questi studi, tutti ancora in corso perché dureranno 196 settimane, sono stati progettati per esplorare l'efficacia e la sicurezza di BIC / F / TAF rispetto ai regimi contenenti dolutegravir (50mg; DTG) tra i pazienti naive al trattamento (Studi 1489 e 1490) e tra i pazienti virologicamente soppressi che stanno “switchando” da un esistente regime antiretrovirale (studio 1844). Un quarto studio ancora in corso in pazienti virologicamente soppressi confronta il passaggio a BIC / F / TAF rispetto a rimanere su un regime soppressivo di due inibitori della trascrittasi inversa nucleosidica / nucleotidica e un inibitore della proteasi “boosted” (studio 1878).

BIC / FTC / TAF ha raggiunto la non inferiorità a dolutegravir in tutti e quattro gli studi, con un paragonabile numero di pazienti con RNA HIV-1
In tutti gli studi BIC / FTC / TAF è stato ben tollerato e nessun paziente ha interrotto il farmaco in studio a causa di eventi renali. Nessun paziente randomizzato alle braccia bictegravir o dolutegravir ha sviluppato una resistenza emergente. Un paziente dello studio 1878 randomizzato al braccio con l'inibitore della proteasi ha sviluppato una mutazione di resistenza all'abacavir (L74V).

Norbert Bischofberger, chief scientific officer di Gilead Sciences, ha commentato: "Sulla base dei risultati di questi studi di Fase III, la combinazione di bictegravir e F / TAF può rappresentare un importante passo avanti nel trattamento di pazienti affetti da HIV a base di una triplice terapia. Non vediamo l'ora di presentare le domande di registrazione negli Stati Uniti e l'UE". Infatti, l’azienda californiana prevede il deposito del dossier registrativo all’Fda entro il mese di giugno e in Europa entro il mese di settembre.

Bictegravir, nuovo inibitore dell’integrasi
I farmaci attivi contro l'HIV di tipo 1 ( HIV-1 ) che colpiscono l’integrasi virale, inibendo il passaggio strand-transfer di integrazione, sono ormai entrati nell'abituale uso clinico. Si tratta di farmaci antiretrovirali efficaci e molto ben tollerati. Attualmente queste molecole sono incluse nei principali regimi terapeutici raccomandati in Europa e negli Stati Uniti.

Il primo farmaco di questa classe è stato raltegravir di Merck, che viene somministrato due volte al giorno anche se ha appena ricevuto l'approvazione Fda pe rla somministrazione once a day. Un altro farmaco molto utilizzato è dolutegravir di ViiV, che si utilizza nei pazienti con preesistente resistenza o in terapia con farmaci potenzialmente interagenti. Un altro farmaco di questa classe è elvitegravir di Gilead, che deve essere potenziato con cobicistat o ritonavir.

I ricercatori di Gilead hanno sintetizzato e testato diversi nuovi inibitori dell’integrasi per identificare agenti con elevata potenza. Hanno così identificato bictegravir, una molecola con un’ampia struttura molecolare conosciuta come “A-ring” e con una nuova configurazione del “D-ring”, che fornisce al farmaco una miglior capacità di legame con l’enzima integrasi di Hiv e una buona stabilità metabolica. Il farmaco, infatti, non necessita dell'associazione con un potenziatore (booster) per prolungarne l'azione.