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Hiv, con lenacapavir, inibitore sperimentale del capside, potrebbe bastare una dose ogni sei mesi

Un nuovo trattamento sperimentale dell'HIV potrebbe, con una sola dose, ridurre per sei mesi la quantità di virus in una persona infetta. Un gruppo di ricercatori di Gilead Sciences ha sviluppato un nuovo farmaco chiamato lenacapavir, descritto in un articolo pubblicato il 1 luglio sulla rivista Nature, che prende di mira una proteina dell'HIV chiamata capside che finora è stata quasi inattaccabile dai farmaci esistenti. 

Un nuovo trattamento sperimentale dell'HIV potrebbe, con una sola dose, ridurre per sei mesi la quantità di virus in una persona infetta. Un gruppo di ricercatori di Gilead Sciences ha sviluppato un nuovo farmaco chiamato lenacapavir, descritto in un articolo pubblicato il 1 luglio sulla rivista Nature, che prende di mira una proteina dell'HIV chiamata capside che finora è stata quasi inattaccabile dai farmaci esistenti.

Prendere di mira il capside indebolisce il rivestimento esterno del virus dell'HIV, rendendo più difficile per il virus infettare le nostre cellule o proteggersi dalle difese del nostro corpo. Le attuali terapie per l'HIV - che la maggior parte dei pazienti deve assumere quotidianamente - prendono di mira le proteine coinvolte nelle prime fasi del ciclo di vita del virus, ma il capside entra in gioco in più fasi.

Alla 23a Conferenza internazionale sull’AIDS, Gilead Sciences ha annunciato oggi i dati di uno studio di fase I, tuttora in corso, che dimostrano che una formulazione sottocutanea a rilascio prolungato di lenacapavir (GS-6207) – l’inibitore sperimentale della funzione del capside dell’HIV-1 – ha mantenuto le concentrazioni terapeutiche previste per almeno sei mesi dopo la somministrazione di una singola dose da 900 mg. Nel corso dello studio lenacapavir è stato generalmente ben tollerato, e non sono stati segnalati eventi avversi gravi.

“La terapia antiretrovirale a lunga durata d’azione può aiutare ad affrontare le sfide correlate all’aderenza alla terapia e alla fatigue da trattamento, fornendo ulteriori opzioni terapeutiche alle persone affette da HIV”, ha affermato Eric S. Daar, responsabile della Division of HIV Medicine presso l’Harbor-UCLA Medical Center, Chief of Services presso il Lundquist Institute for Biomedical Innovation e Professore di Medicina all’UCLA. “I profili farmacocinetici e di sicurezza di lenacapavir giustificano la continuazione della valutazione di un intervallo di dosaggio ogni sei mesi, e dimostrano il potenziale per una singola iniezione sottocutanea di lenacapavir di entrare a far parte di un regime di trattamento dell’HIV ad azione prolungata”.

Lenacapavir è un agente sperimentale in fase di sviluppo come componente di un regime a lunga durata d’azione, in combinazione con altri agenti antiretrovirali. Lenacapavir interrompe la funzione del capside dell’HIV – un guscio multimerico essenziale per la replicazione virale – in diverse fasi del ciclo di vita virale.

Gli studi iniziali in vitro hanno rivelato che alcuni ceppi di HIV possono essere leggermente resistenti al trattamento. Questo è vero anche con le attuali terapie ed è il motivo per cui i diversi farmaci antiretrovirali vengono somministrati in combinazione, per aiutare a garantire che colpiscano più fasi del ciclo di vita del virus e prevenire la resistenza ai farmaci. Secondo quanto riporta la testata on-line Stat “Gilead spera di poter sviluppare altri antiretrovirali a lunga durata d'azione che potrebbero essere somministrati ai pazienti in associazione con lenacapavir”.

Nel maggio 2019 l’Fda ha concesso la designazione di Breakthrough Therapy (“terapia fortemente innovativa”) allo sviluppo di lenacapavir per il trattamento, in combinazione con altri farmaci antiretrovirali, dell’infezione da HIV-1 in pazienti con pesante esperienza di trattamento e con resistenza multi-farmaco.

La sicurezza, l’efficacia e il dosaggio di lenacapavir sono in fase di valutazione negli studi clinici in corso, e non sono ancora stati stabiliti.

I dati su lenacapavir presentati ad AIDS 2020
In questo studio di fase I randomizzato, in cieco, controllato con placebo, a singola dose ascendente (SAD) e tuttora in corso di svolgimento, 30 partecipanti sono stati randomizzati (4:1) a ricevere lenacapavir 300 mg/ml per via sottocutanea (n = 8 per coorte) o placebo (n = 2 per coorte), a dosaggi di 300 mg (1 x 1,0 ml) o 900 mg (3 x 1,0 ml o 2 x 1,5 ml). Tutti i partecipanti allo studio hanno completato le fasi di dosaggio, e i dati di farmacocinetica e sicurezza sono stati raccolti per circa 64 settimane dalla somministrazione.

È stato osservato un lento rilascio iniziale di lenacapavir, e le concentrazioni plasmatiche terapeutiche sono state mantenute per almeno sei mesi in seguito a una singola dose da 900 mg, somministrata sotto forma di 3 iniezioni da 1,0 ml. Risultati simili sono stati osservati dopo una dose da 900 mg somministrata sotto forma di 2 iniezioni da 1,5 ml. L’esposizione a lenacapavir è aumentata in modo generalmente proporzionale alla dose da 300 mg a 900 mg, con le concentrazioni massime raggiunte da 11 a 14 settimane dopo la somministrazione e con un’emivita apparente di circa 15 settimane.

Lenacapavir è stato generalmente ben tollerato; non si sono verificati eventi avversi (EA) gravi o di grado 3 o 4 correlati al farmaco in studio o tali da determinare la sospensione dello studio. Gli eventi avversi più comuni sono stati indurimento (87%), dolore (63%) ed eritema (70%) nel sito di iniezione, tutti in forma lieve. Non si sono manifestate anomalie di laboratorio clinicamente rilevanti di grado 3 o superiore.

Begley, R. GS-6207 Sustained Delivery Formulation Supports 6-Month Dosing Interval. Abstract AIDS 2020: Virtual.


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