Hiv, conferme da IAS 2017 per la tripletta basata sul bictegravir

Da Parigi, dove è in corso il 9th International AIDS Society Conference on HIV Science (IAS 2017), arrivano buone notizie per l'associazione a dose fissa di bictegravir (50 mg) (BIC) - un nuovo inibitore sperimentale dell'attività di strand transfer dell'integrasi (INSTI) - ed emtricitabina/tenofovir alafenamide (200/25 mg) (FTC/TAF) - un backbone a duplice NRTI - per il trattamento dell'infezione da HIV-1 negli adulti naïve al trattamento.

Da Parigi, dove è in corso il 9th International AIDS Society Conference on HIV Science (IAS 2017), arrivano buone notizie per l’associazione a dose fissa di bictegravir (50 mg) (BIC) – un nuovo inibitore sperimentale dell’attività di strand transfer dell’integrasi (INSTI) – ed emtricitabina/tenofovir alafenamide (200/25 mg) (FTC/TAF) – un backbone a duplice NRTI – per il trattamento dell’infezione da HIV-1 negli adulti naïve al trattamento.

I dati a 48 settimane di due studi di Fase 3 ancora in corso  (studi 1489 e 1490) confermano che la nuova tripletta BIC/FTC/TAF è risultata statisticamente non inferiore ai regimi contenenti dolutegravir (50 mg) (DTG) in combinazione un backbone a duplice NRTI.

“I medici sono alla continua ricerca di regimi di trattamento caratterizzati da un dosaggio semplice e pratico, in grado di sostenere la soppressione virologica a fronte di un profilo di sicurezza adeguato per la maggior parte dei pazienti affetti da HIV”, ha affermato Joel Gallant, MD, MPH, Direttore medico degli Specialty Services presso il Southwest CARE Center di Santa Fe (N.M.) e primo autore dello Studio 1489. “Le associazioni di un inibitore dell’integrasi con un backbone a duplice NRTI sono diventate uno standard terapeutico per il trattamento iniziale dell’HIV. Nel corso degli studi clinici, il regime sperimentale con BIC/FTC/TAF è stato ben tollerato, con bassi tassi di interruzioni dovute a eventi avversi, un’elevata barriera alla resistenza e poche interazioni farmacologiche”.

“Questi dati confermano il profilo di sicurezza ed efficacia che abbiamo costantemente osservato in altri studi di valutazione dei regimi basati sull’associazione FTC/TAF”, ha dichiarato Paul Sax, MD, Direttore clinico della Divisione malattie infettive del Brigham and Women’s Hospital di Boston, Professore di medicina presso la Harvard Medical School e primo autore dello Studio 1490. “Questi risultati indicano che la combinazione di bictegravir con FTC/TAF ha il potenziale per essere adatta a una vasta gamma di pazienti affetti da HIV, inclusi quelli con compromissione renale da lieve a moderata”.

Nello studio 1489, 629 adulti con HIV naïve al trattamento sono stati randomizzati 1:1 a ricevere BIC/FTC/TAF o abacavir/dolutegravir/lamivudina (600/50/300 mg) (ABC/DTG/3TC). Alla settimana 48, il 92,4% (n = 290/314) dei pazienti che assumevano BIC/FTC/TAF e il 93,0% (n = 293/315) di quelli che assumevano ABC/DTG/3TC ha raggiunto l’endpoint primario, costituito da livelli di RNA HIV-1 .

Un’analisi separata ha studiato l’effetto dei due regimi sulle variazioni della densità minerale ossea (BMD, bone mineral density) e dei parametri di funzionalità renale. Le variazioni medie percentuali di BMD rispetto al basale alla settimana 48 sono state -0,83% per BIC/FTC/TAF contro -0,60% per ABC/DTG/3TC (p = 0,39) nella colonna lombare, e -0,78% per BIC/FTC/TAF contro -1,02% per ABC/DTG/3TC (p = 0,23) nell’anca. Non sono state rilevate differenze tra i trattamenti per quanto riguarda le variazioni dal basale alla settimana 48 della velocità stimata di filtrazione glomerulare (eGFR, estimated glomerular filtration rate) o della proteinuria.

Le variazioni lipidiche non sono state significativamente diverse tra i due bracci. Nessun paziente randomizzato in alcuno dei due bracci ha sviluppato resistenza emergente dal trattamento, e le interruzioni dovute a eventi avversi sono state poche in entrambi i gruppi: 0,0% (n = 0) per BIC/FTC/TAF contro 1,3% (n = 4) per ABC/DTG/3TC. Gli eventi avversi (di qualsiasi grado) più comuni sono stati nausea (10% per BIC/FTC/TAF contro 23% per ABC/DTG/3TC), diarrea (13% contro 13%) e mal di testa (11% contro 14%).

Nello studio 1490, 645 adulti con HIV naïve al trattamento sono stati randomizzati 1:1 a ricevere BIC/FTC/TAF o DTG+FTC/TAF. Alla settimana 48, l’89,4% (n = 286/320) dei pazienti che assumevano BIC/FTC/TAF e il 92,9% (n = 302/325) di quelli che assumevano DTG+FTC/TAF ha raggiunto l’endpoint primario, costituito da livelli di RNA HIV-1.

“I risultati di Fase 3 presentati alla Conferenza IAS 2017 dimostrano che la combinazione a singola compressa di bictegravir con il backbone FTC/TAF può rappresentare un’importante novità come triplice terapia per il trattamento dell’HIV”, ha dichiarato Norbert W. Bischofberger, PhD, Vice Presidente esecutivo della divisione R&D e Chief Scientific Officer di Gilead. “Questi dati provenienti dai pazienti naïve al trattamento – insieme a quelli di due ulteriori studi clinici di Fase 3 condotti in pazienti con esperienza di trattamento – hanno costituito la base delle domande di registrazione che abbiamo inoltrato negli Stati Uniti e nell’Unione Europea”.

Eron J et al. A phase 3 randomized controlled clinical trial of bictegravir in a fixed dose combination, B/F/TAF, vs ABC/DTG/3TC in treatment-naïve adults at week 48. 9th International AIDS Society Conference on HIV Science, Paris, abstract MOAB0105LB, 2017.
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Sax PE et al. Phase 3 randomized, controlled clinical trial of bictegravir coformulated with FTC/TAF in a fixed-dose combination (B/F/TAF) vs dolutegravir (DTG) + F/TAF in treatment-naïve HIV-1 positive adults: week 48 results. 9th International AIDS Society Conference on HIV Science, Paris, abstract TUPDB0201LB, 2017
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