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HIV: dal congresso Aids 2020 virtual conferme per doravirina su peso corporeo in combinazione con islatravir

Al congresso IAS 2020 sono stati presentati i dati dello studio di fase 3 DRIVE-SHIFT, che dimostrano come l'aumento di peso dopo lo switch ad una terapia di combinazione costituita da doravirina/lamivudina/tenofovir diproxil fumarato in pazienti virologicamente stabili, č stato modesto oltre le 144 settimane di valutazione.

La lotta contro le malattie infettive non può e non deve conoscere sosta. Una lezione che oggi si conferma di estrema attualità.
In questo scenario si inseriscono le notizie che arrivano dalla 23esima International Aids Conference – in edizione virtuale – e che riportano l’attenzione sul tema della Ricerca in HIV, oggi sempre più orientata a identificare soluzioni terapeutiche volte a sostenere la Qualità di Vita dei Pazienti, e a rispondere agli unmet need con regimi di trattamento semplificati.

La qualità della vita è un aspetto cardine nella lotta al virus, ed è strettamente correlata all’aderenza terapeutica, all’assenza di effetti collaterali nelle terapie antiretrovirali e alla gestione ottimale delle comorbidità e della polipharmacy, il cui carico aumenta fisiologicamente con l’avanzare dell’età dei pazienti.

Perché se, da un lato, possiamo oggi celebrare il fatto che -con la giusta terapia- l’aspettativa di vita delle persone con HIV sia ormai allineata alla media della popolazione, dall’altro bisogna tenere presente che i pazienti sono esposti per molti anni ad uno stato di infiammazione e immunoattivazione cronica, derivante da molteplici fattori. Tale stato infiammatorio è all’origine di un processo di invecchiamento biologico accelerato che, sovrapponendosi al progressivo invecchiamento anagrafico, conduce alla comparsa più frequente e più precoce, rispetto alla popolazione generale, di numerose comorbosità non infettive, tra cui le malattie cardiovascolari(1).

Per questa ragione, il controllo del peso corporeo e della massa grassa nei pazienti con HIV è una forma di prevenzione molto importante per il mantenimento di una Qualità della Vita ottimale. Tuttavia, è la stessa terapia antiretrovirale che, a volte, può determinare un aumento ponderale.

Una buona notizia, in questo senso, arriva dal congresso IAS 2020, dove sono stati presentati i dati dello studio di fase 3 DRIVE-SHIFT, che dimostrano come l’aumento di peso dopo lo switch ad una terapia di combinazione costituita da doravirina/lamivudina/tenofovir diproxil fumarato in pazienti virologicamente stabili, è stato modesto oltre le 144 settimane di valutazione.

Il cambiamento medio del peso è stato inferiore ad un kg a 6 mesi e 12 mesi dallo switch e da 1,2 kg a 1,4 kg dopo più di 2 anni di trattamento con doravirine/3TC/TDF. Oltre il 70% dei pazienti nello studio ha sperimentato un incremento del peso < al 5%.

Dal congresso, dati promettenti anche sulla nuova associazione: islatravir, nuovo inibitore nucleosidico della traslocazione della trascrittasi inversa in fase di sperimentazione clinica (NRTTI), in associazione orale con doravirina, nuovo NNRTI, negli adulti con infezione da HIV-1 non precedentemente sottoposti ad un trattamento antiretrovirale.

I risultati di uno studio di fase 2b confermano il profilo di sicurezza ed il profilo di tollerabilità della molecola in combinazione con doravirina a 48 settimane e rafforzano il potenziale di questa duplice terapia per le persone che vivono con l’HIV.

Islatravir, il nuovo inibitore nucleosidico della traslocazione della trascrittasi inversa (NRTTI) è attualmente in fase di valutazione negli studi clinici per il trattamento dell'infezione da HIV-1 in combinazione con altri antiretrovirali, nonché per la profilassi pre-esposizione (PrEP) come singolo agente sperimentale.

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