Hiv, doravirina non inferiore a darunavir/ritonavir. Studio di fase III presentato al congresso CROI

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L'inibitore non nucleosidico della trascrittasi inversa doravirina ha raggiunto l'endpoint principale di efficacia di uno studio di fase III condotto in pazienti con infezione da HIV-1 non pretrattati. Il farmaco si č dimostrato non inferiore a darunavir potenziato con ritonavir, entrambi in combinazione con tenofovir/emtricitabina o abacavir/lamivudina, nella risposta virologica a 48 settimane. I risultati dello studio denominato DRIVE-FORWARD sono stati presentati al Congresso CROI in corso in questi giorni a Seattle.

L’inibitore non nucleosidico della trascrittasi inversa doravirina ha raggiunto l’endpoint principale di efficacia di uno studio di fase III condotto in pazienti con infezione da HIV-1 non pretrattati. Il farmaco si è dimostrato non inferiore a darunavir potenziato con ritonavir, entrambi in combinazione con tenofovir/emtricitabina  o abacavir/lamivudina, nella risposta virologica a 48 settimane. I risultati dello studio denominato DRIVE-FORWARD sono stati presentati al Congresso CROI in corso in questi giorni a Seattle.

Dallo studio è emerso, inoltre, che i pazienti in trattamento con doravirina mostravano livelli statisticamente ridotti di colesterolo LDL, un endpoint secondario dello studio, rispetto al gruppo di controllo.

Lo studio, ancora in corso, è un trial di fase III multicentrico, in doppio cieco, randomizzato, di non inferiorità che ha arruolato 769 pazienti con infezione da HIV-1 naive, randomizzati a ricevere un regime contenente doravirina o darunavir potenziato con ritonavir.

Nello studio, dopo 48 settimane, la percentuale di pazienti che avevano raggiunto un livello di HIV-1 RNA inferiore a 50 copie/ml era pari all’83,8% con doravirina, somministrata once a day alla dose da 100 mg, e pari al 79,9% con darunavir potenziato con ritonavir, somministrati once a day rispettivamente alla dose da 800 mg e 100 mg, entrambi in associazione a tenofovir/emtricitabina  o abacavir/lamivudina. L’aumento della conta di CD4+ era simile per entrambi i gruppi di trattamento: 193 con doravirina e 186 cellule/mm3 con darunavir più ritonavir.

Una efficacia comparabile è stata osservata per i partecipanti con livelli basali di HIV-1 RNA superiori a 100mila copie/ml: 81,0% con doravirina e 76,4% con darunavir più ritonavir. Uno dei 383 partecipanti del gruppo assegnato alla doravirina ha sviluppato resistenza fenotipica e genotipica. Il pazienti aveva abbandonato lo studio a 24 settimane a causa della non aderenza alla terapia. Nessuno dei pazienti (n=383) assegnati a darunavir più ritonavir ha sviluppato resistenza.

Il tasso di eventi avversi associati al trattamento era pari al 31% con doravirina e 32% con darunavir più ritonavir. L’interruzione della terapia a causa di eventi avversi con doravirina e darunavir più ritonavir era pari rispettivamente al 2% e al 3%. Gli eventi avversi più frequenti con entrambi i trattamenti erano diarrea (14% vs. 22%), emicrania (14% vs. 11%), nausea (11% vs. 12%)  e naso faringiti (8% vs. 10%).

L’analisi dei livelli di lipidi nel sangue ha mostrato una differenza nei livelli di colesterolo LDL tra i due trattamenti (-4,5 mg/dL con doravirina vs. +9,9 mg/dL con darunavir più ritonavir).  Il cambiamento rispetto al basale dei livelli di colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi era rispettivamente pari a -1,4 mg/dL, +3,9 mg/dL, e -3,1 mg/dL vs. +17,9 mg/dL, +4,2 mg/dL, e +22 mg/dL.