Lo sviluppo neurologico dei bambini con infezione da Hiv non sembra essere influenzato dal momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale. E’ quanto emerso da uno studio presentato in occasione della Conferenza Internazionale sui retrovirus e le infezioni opportunistiche (CROI) che si è appena concluso a Seattle.

Gli esperti hanno assegnato 135 bambini con infezione da Hiv a iniziare immediatamente la terapia antiretrovirale e 145 a cominciare il trattamento quando i livelli di CD4+ si fossero ridotti del 15%. L’età media dei partecipanti era pari a 9 anni.

I partecipanti allo studio sono stati seguiti per un periodo di 144 settimane. Durante questo periodo tutti i bambini assegnati al primo gruppo erano in terapia, mentre i soggetti assegnati al secondo gruppo sono stati trattati per 81 settimane.
Nello studio, il quoziente intellettivo (QI) dei partecipanti a 144 settimane era di 75 per i pazienti sottoposti immediatamente alla terapia antiretrovirale e di 74 per quelli che avevano ricevuto il trattamento solamente dopo la riduzione dei livelli delle cellule CD4+.

A 144 settimane il gruppo assegnato a ricevere subito la terapia antiretrovirale aveva un conta di cellule CD4+ pari a 793 cellule/mm3, rispetto alle 493 cellule/mm3 dei pazienti trattati dopo la riduzione dei livelli di CD4+ (P<0,001).
Comunque, i pazienti con infezione da Hiv avevano un QI inferiore rispetto a quelli sani in generale o a quelli sani nati da madri infette che era pari rispettivamente a 86 e 90.

Rispetto ai bambini non infetti, circa il 60% di quelli con infezione da Hiv mostravano un QI ridotto ridotti punteggi nella misurazione delle abilità motorie.

Ananworanich J et al, "Neurodevelopmental outcome among HIV+ children >1 Year of age randomized to immediate vs deferred ART: The PREDICT Study (NCT00234091)" CROI 2012.