HIV: profilassi pre-esposizione prolungata nel bambino previene il rischio di trasmissione durante l'allattamento

La terapia antiretrovirale nella madre e la profilassi prolungata con nevirapina nel bambino prevengono in modo sicuro il passaggio del virus HIV-1 durante l'allattamento al seno. E' quanto emerso dallo studio di lungo termine PROMISE (Promoting Maternal Infant Survival Everywhere), pubblicato sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes.

La terapia antiretrovirale nella madre e la profilassi prolungata con nevirapina nel bambino prevengono in modo sicuro il passaggio del virus HIV-1 durante l’allattamento al seno. E’ quanto emerso dallo studio di lungo termine PROMISE (Promoting Maternal Infant Survival Everywhere), pubblicato sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes.

I due interventi risultano efficaci nell’impedire la trasmissione virale madre-figlio durante l’allattamento, ma le ricerche precedenti non avevano mai valutato questo approccio nel lungo periodo, ovvero per una durata superiore a 12 mesi.

“Siccome l’aumento della mortalità e della morbilità nei bambini esposti a HIV-1 sono associate allo svezzamento, rispetto all’allattamento al seno fino al secondo anno di vita, quest’ultimo prolungato per più di 12 mesi in associazione con interventi per ridurre la trasmissione del virus durante questo periodo sono necessari per massimizzare la sopravvivenza del neonato”, spiegano gli autori dello studio.

Lo studio PROMISE ha incluso 2.431 madri con infezione da HIV-1 che allattavano al seno e i loro figli non infetti. Le donne avevano una conta di cellule CD4 positive elevata (di almeno 350 cellule/mm3) e provenivano da 14 siti in Africa sub- sahariana e India. Le coppie madre-figlio sono state arruolate a partire da 6 fino a 14 giorni dopo il parto e sono state randomizzate a ricevere la terapia antiretrovirale (madre) o la profilassi prolungata con nevirapina (figlio). Il trattamento è stato continuato per i 18 mesi successivi al parto.

Sette bambini in entrambi i gruppi in studio hanno sviluppato un infezione da HIV (<0,6% in entrambi i gruppi). La sopravvivenza libera da HIV a 24 mesi era pari al 97,1% nel gruppo in cui la madre era stata sottoposta a terapia antiretrovirale e pari al 97,7% nel gruppo in cui il bambino era stato sottoposto a profilassi.

Il tempo medio all’interruzione dell’allattamento era pari a 16 mesi in entrambi i gruppi, e l’incidenza di eventi avversi che necessitavano di trattamento per l’intera durata della vita o fatali era simile. Meno dell’1% delle donne e meno del 2% dei neonati ha interrotto il trattamento a causa di problemi di tossicità.

“Le linee guida dell’organizzazione mondiale della sanità raccomandano la terapia antiretrovirale per l’intera durata della vita in tutti i pazienti con infezione da HIV. Nonostante queste raccomandazioni, per problemi di aderenza nel post partum, molte donne mostrano una riacutizzazione dell’infezione che si traduce in una trasmissione post-natale del virus. Questi risultati mostrano che la profilassi prolungata con nevirapina potrebbe essere un’opzione sicura ed efficace nel prevenire la trasmissione madre-figlio del virus qualora esistano problemi di aderenza alla terapia antiretrovirale nelle madri”, concludono gli autori dello studio.

Flynn Patricia et al., Prevention of Hiv-1 Transmission Through Breastfeeding: Efficacy and Safety of Maternal Antiretroviral Therapy Versus Infant Nevirapine Prophylaxis for Duration of Breastfeeding in Hiv-1-Infected Women with High Cd4 Cell Count (Impaact Promise) A Randomized, Open Label, Clinical Trial, JAIDS Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes: Post Acceptance: December 11, 2017, doi: 10.1097/QAI.0000000000001612
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