HIV, soppressione virale equivale a nessuna trasmissione dell'infezione

La soppressione virale impedisce la trasmissione dell'HIV nelle coppie omosessuali maschili. E' quanto emerge dallo studio PARTNER 2 i cui risultati sono stati annunciati durante la 22^conferenza mondiale sull'AIDS (AIDS 2018) in corso ad Amsterdam.

La soppressione virale impedisce la trasmissione dell'HIV nelle coppie omosessuali maschili. E’ quanto emerge dallo studio PARTNER 2 i cui risultati sono stati annunciati durante la 22^conferenza mondiale sull’AIDS (AIDS 2018) in corso ad Amsterdam.

In pratica questo studio mostra come la probabilità che una persona sieropositiva con una carica virale non rilevabile trasmetta il virus a un partner sessuale è scientificamente equivalente a zero.

I ricercatori si ritengono fiduciosi che gli MSM (uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini) con HIV non rilevabile non presentano alcun rischio di trasmissione dell'infezione; questa sicurezza è pari a quella mostrata già per gli eterosessuali.

Gli altri studi
Studi precedenti, presentati nel 2014 come lo studio PARTNER 1, indicavano che "Inosservabile è uguale a non trasferibile" (U=U). Tuttavia, la certezza statistica di questo risultato, che era focalizzato alle coppie eterosessuali, non era altrettanto convincente nel caso degli omosessuali, o per il sesso anale, come lo era per il sesso vaginale.

L'anno scorso lo studio Opposites Attract non ha trovato alcuna trasmissione in quasi 17.000 atti di sesso anale senza preservativo tra partner omosessuali, il che significa, se si combina questo studio con PARTNER 1 e 2, che nessuna trasmissione è stata vista in circa 126.000 incontri sessuali.

Gli studi PARTNER
PARTNER 1 è stato condotto tra settembre 2010 e maggio 2014 e PARTNER 2 da maggio 2014 ad aprile 2018. Sono state reclutate 888 coppie in PARTNER 1, di cui 337 (38%) coppie omosessuali. Nel PARTNER 2 sono state reclutate altre 635 coppie OM, per un totale di 972 coppie OM e 516 eterosessuali nell'intero studio.

I risultati del PARTNER 2, la seconda fase, che ha reclutato solo coppie omosessuali, indicano, un tasso di trasmissione pari a zero.
Lo studio PARTNER ha reclutato coppie con HIV sierodiscordanti (un partner positivo, un negativo) in 75 siti clinici in 14 paesi europei.

Sono stati valutati i partner HIV-negativi ogni sei e 12 mesi per l'HIV ed è stata valutata la carica virale nei partner HIV-positivi. Entrambi i partner hanno completato anche indagini comportamentali.
In caso di infezione da HIV nei partner negativi, il loro HIV è stato analizzato geneticamente per verificare se provenisse dal loro partner abituale.

Lo studio non ha trovato trasmissioni tra le coppie omosessuali in cui il partner sieropositivo aveva una carica virale inferiore a 200 copie/ml, anche se sono stati quantificati circa 77.000 atti sessuali senza preservativo tra loro.
Lo studio conferma che la soppressione virale impedisce la trasmissione dell'HIV nelle coppie omosessuali maschili.

La campagna U=U
I risultati di PARTNER 2 arrivano nel decimo anniversario di un appassionato dibattito alla Conferenza internazionale sull'AIDS di Città del Messico del 2008 sulla validità della “Swiss Statement”, che è stato il primo documento pubblicato a dire che, in determinate circostanze, le persone con HIV che hanno completamente soppresso la carica virali grazie al trattamento non possono trasmettere l’infezione.

All'epoca si diceva che a causa della mancanza di monitoraggio della carica virale in paesi diversi da quelli ad alto reddito, questo fatto, anche se fosse stato vero, avrebbe avuto poca rilevanza per la maggior parte delle persone con HIV.
Il messaggio più importante da dare alle persone, secondo alcuni esperti, già allora era focalizzato all’aderenza alla terapia quindi la necessità di assumere ogni dose del trattamento.

La campagna U=U (Undetectable equals Untransmittable) è stata fondata come reazione a queste posizioni.
Il pensiero alla base di U=U è quello di dire alla gente che non è contagiosa in caso di soppressione virale, per aiutare a combattere lo stigma contro di loro.
Fornire un potente incentivo al trattamento, potrebbe anche avere un impatto positivo sulla salute pubblica e sugli individui.

All’epoca i medici svizzeri che rilasciarono la dichiarazione originale del 2008 si scusarono per essere stati troppo definitivi nel dire che a carica zero corrisponde trasmissione zero e modificarono la loro dichiarazione indicando una probabilità ridotta di contagio.

Lo studio PARTNER nel tempo ci ha mostrato come in realtà la loro prima dichiarazione era corretta e che le persone soppresse viralmente non trasmettono l'HIV e ci dice anche che le infezioni da STI (infezioni a trasmissione sessuale) non hanno alcun impatto sull'infettività da HIV nelle persone che sono completamente soppresse.

Come hanno sottolineato gli autori dello studio, i risultati di PARTNER 2 ci fanno compiere un ulteriore passo in avanti mostrando che U=U vale per gli uomini omosessuali (e per il sesso anale) quanto per gli eterosessuali.

Rodger A et al. Risk of HIV transmission through condomless sex in gay couples with suppressive ART: the PARTNER2 study expanded results in gay men. 22nd International AIDS Conference, Amsterdam, abstract WEAX0104LB, 2018.