La terapia antiretrovirale (Art) sembra efficace nel prevenire la trasmissione del virus Hiv da una persona sieropositiva al proprio partner. Infatti, in uno studio prospettico di coorte, il mix di farmaci anti-Hiv ha ridotto del 92% il rischio di contagio tra i membri di una coppia eterosessuale, di cui uno infettato dal virus.

Lo studio, sponsorizzato dai National Institues of Health statunitensi e dalla Fondazione Bill e Melinda Gates, è stato appena pubblicato online su Lancet ed è importante perché indica che la Art, oltre che a scopo terapeutico, potrebbe essere utile anche come strumento di prevenzione.
Infatti solo uno dei 349 pazienti eterosessuali con infezione da Hiv che hanno iniziato la terapia ha passato il virus al partner, dato corrispondente a un tasso di trasmissione di 0,37 ogni 100 pazienti/anno nel gruppo che ha iniziato la Art subito dopo aver scoperto la sieropositività contro 2,24 nel gruppo che non lo ha fatto.

"Questi risultati ha rappresentano l'evidenza più forte ottenuta finora che la Art potrebbe ridurre il rischio di trasmissione dell'Hiv" ha dichiarato Connie Celum, dell'Univeristà di Seattle, autrice senior dello studio. Opinione sostanzialmente condivisa anche da François Dabis, dell'Université Victor Segalen di Bordeaux, uno dei tre firmatari dell'editoriale di commento.
Per questo, scrivono gli editorialisti, "i ricercatori e le autorità sanitarie non dovrebbero aspettare oltre" per iniziare trial sulla strategia cosiddetta test-and-treat (testare e trattare), che prevede di sottoporre al test per l'Hiv intere popolazioni e di offrire la Art a tutti quelli trovati sieropositivi, a prescindere dal loro status immunitario e dalla carica virale.

I dati pubblicati su Lancet provengono da un‘analisi osservazionale effettuata nell'ambito di un trial randomizzato più ampio che ha valutato se il trattamento dell'infezione da herpes simplex di tipo 2 nei soggetti infettati anche dall'HIV fosse in grado di ridurre il rischio di trasmettere il virus dell'Aids a un partner eterosessuale sieronegativo.

Per questo studio, condotto in Africa, che ha dato esito negativo, i partecipanti dovevano avere all'inizio una conta dei linfociti CD4 superiore a 250 cellule/l, e quindi al di sopra del limite indicato dalle linee guida per l'inizio della Art; i partecipanti sono stati seguiti per 24 mesi e ogni 6 è stata misurata la conta dei CD4; quando il numero di queste cellule scendeva al di sotto del valore fissato dalle linee guida, i pazienti iniziavano la Art.
L'analisi su Lancet ha coinvolto 3.381 coppie; tra queste, 349 partecipanti (10%) hanno iniziato la Art durante lo studio, con una conta mediana dei CD4 pari a 198.

Durante lo studio, ci sono stati 103 casi di trasmissione del virus tra i partner; di questi, solo uno è avvenuto in una coppia in cui il partner infetto aveva iniziato la Art.
La ricerca ha anche evidenziato che nei pazienti non in trattamento il tasso di trasmissione maggiore (8,79 per 100 persone/anno) si è osservato nei soggetti con conte dei CD4 inferiori a 200. Ciononostante, 94 contagi hanno riguardato coppie in cui il partner sieropositivo aveva una conta superiore. In questo gruppo il 70% dei casi si è verificato con una carica virale superiore a 50mila copie/ml.

Perciò, gli autori sostengono che la decisione se iniziare o meno la Art a scopo preventivo potrebbe essere guidata dalla presenza di bassi valori di CD4 e di un'elevata carica virale nel partner sieropositivo.
Nei soggetti trattati, i farmaci hanno abbassato notevolmente la carica virale, il che potrebbe renderli meno infettivi, con una riduzione sostanziale dei livelli di HIV RNA plasmatici nel 70% dei casi.

È ora in corso uno studio più lungo, randomizzato, per verificare se l'effetto osservato è duraturo.
"In attesa di questi risultati, il nostro studio indica che l'inizio precoce della ART può avere un beneficio significativa a livello di salute pubblica, oltre che vantaggi clinici per gli individui sottoposti al trattamento" ha affermato Deborah Donnell, sempre dell'Università di Seattle, prima firmataria dello studio.
Studio:

Donnell D, et al "Heterosexual HIV-1 transmission after initiation of antiretroviral therapy: a prospective cohort analysis" Lancet 2010; DOI:10.1016/S0140-6736(10)60705-2.

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