IBP, con alfuzosina minor rischio di complicanza intraoperatoria durante l'intervento di cataratta

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Uno studio di confronto testa a testa pubblicato di recente sulla rivista Ophthalmology mostra che pazienti in terapia con alfuzosina per l'iperplasia prostatica benigna (IBP) che devono essere operati di cataratta hanno meno probabilità di andare incontro a sindrome intraoperatoria dell'iride a bandiera (IFIS, da Intraoperative Floppy Iris Syndrome ) moderata o grave durante l' intervento rispetto a quelli trattati con tamsulosina.

Pertanto, concludono gli autori, anche se entrambi i farmaci sono entrambi legati a cambiamenti permanenti dell'iride e aumentano in modo significativo il rischio di IFIS, i pazienti con IBP sintomatica che devono sottoporsi a un intervento di cataratta dovrebbero provare prima alfuzosina.

L’IFIS è una possibile complicanza dell’intervento di cataratta caratterizzata da una triade di segni intraoperatori: scarsa midriasi, iride a bandiera con tendenza al prolasso nel tunnel corneale e miosi progressiva.

Per questo studio, i ricercatori hanno confrontato l' l'incidenza e la gravità dell’IFIS durante l’intervento di cataratta di routine (facoemulsificazione) in 226 occhi: 70 nei pazienti in terapia con tamsulosina, 43 in pazienti in terapia con alfuzosina e 113 in pazienti di controllo, mai trattati con alfa1-antagonisti sistemici. Gli interventi chirurgici sono stati eseguiti in Francia , dove alfuzosina è molto più usata che negli Stati Uniti .

Alcuni ricercatori, all’oscuro del trattamento assunto dal paziente, hanno diagnosticato la IFIS e classificato la sua gravità come assente, lieve, moderata o elevata. L'uso di fenilefrina o di adrenalina intracamerale non è stato consentito durante le procedure. In un sottostudio, tuttavia, i ricercatori hanno valutato l'effetto dell’eliminazione dell'uso di adrenalina intracamerale nel flacone di irrigazione.

L’incidenza di IFIS è stata del 34,3% (24 pazienti su 70) nel gruppo in terapia con tamsulosina, 16,3% (7 su 43) in quello che prendeva alfuzosina e 4,4% (5 su 113) nel gruppo di controllo. Le differenze tra ognuno dei tre gruppi sono statisticamente significative.

In nessuno dei tre gruppi si sono verificati casi di rottura capsulare posteriore né complicanze chirurgiche significative.

Un’IFIS grave è risultata statisticamente più probabile con tamsulosina che non con alfuzosina (P = 0,036). Inoltre, lo studio mostra che un’IFIS moderata o grave può verificarsi anche in occhi a basso rischio di questa complicanza, cioè in pazienti che non hanno mai preso alfa bloccanti, se si elimina l’adrenalina nel liquido di irrigazione.

"L'iperplasia prostatica benigna e la cataratta sono due delle condizioni più comuni che normalmente si verificano con l'invecchiamento negli uomini ed è probabile che, dato il progressivo invecchiamento della popolazione, anche l’incidenza dell’IFIS sia destinata ad aumentare" ha spiegato il primo autore dello studio David F. Chang, professore della University of California di San Francisco.

Chang e un altro degli autori John R. Campbell sono stati i primi a riferire i sintomi e a dare un nome alla sindrome, nel 2005. " Fin dall'inizio, siamo rimasti colpiti che dal fatto che la IFIS sembrava essere associata più spesso a tamsulosina che non ad alfa-bloccanti non selettivi, come terazosina o doxazosina” ha aggiunto l’oculista.

Tamsulosina, alfuzosina, terazosina e doxazosina sono tutti antagonisti alfa1-adrenergici, ma tamsulosina è l' unico selettivo per il sottotipo alfa -1A, che predomina nella prostata e nella muscolatura liscia dell’iride. Tamsulosina e alfuzosina sono clinicamente uroselettive e gravate da una minore incidenza di ipotensione posturale.

"Il nostro studio ha dimostrato che con tamsulosina si hanno più probabilità di andare incontro a un’IFIS grave. Pertanto, un paziente che deve iniziare una terapia con un alfa-1 antagonista uroselettivo farebbe bene a provare prima alfuzosina se presenta un qualunque segno di cataratta”.

Ike K. Ahmed, della Divisione di Oculistica dell’Università di Toronto, ha definito lo studio “eccellente" e ha detto che “tamsulosina è un farmaco molto comune, ma è gravato da una percentuale di complicanze superiore dal punto di vista chirurgico, mentre alfuzosina sembra essere un farmaco meno problematico".

L’oculista ha poi aggiunto che sebbene i chirurghi possano ridurre al minimo le complicanze derivanti da tamsulosina se sanno che un paziente ha assunto il farmaco, "se c’è un agente che funziona altrettanto bene quanto tamsulosina per l’IPB, questo può fare la differenza”.

Rosa M. Brega - Mele, pure dell'Università di Toronto, ha invece rilevato che i chirurghi devono comunque essere molto cauti anche con alfuzosina, nonostante sia gravata da un minor rischio di IFIS.

Chang ha poi aggiunto che gli uomini in procinto di iniziare una terapia per l’IPB, dovrebbero, se possibile, fare prima l’intervento di cataratta (qualora ne avessero bisogno). Inoltre, ha avvertito che, in generale, i medici di medicina generale non sono consapevoli delle complicanze intraoperatorie associate a tamsulosina in caso di chirurgia della cataratta e la maggior parte di essi non è a conoscenza dell’IFIS, né del nesso tra alfa-bloccanti e questa complicanza, né del fatto che alcuni alfa-bloccanti hanno maggiori probabilità di provocarla rispetto ad altri.

D.F. Chang, et al. Prospective Masked Comparison of Intraoperative Floppy Iris Syndrome Severity with Tamsulosin versus Alfuzosin. Ophthalmology 2013; doi:10.1016/j.ophtha.2013.10.031.
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