In un nuovo studio pubblicato su Wilderness & Environmental Medicine Journal l’antinfiammatorio ibuprofene risulta efficace nel prevenire il mal di montagna acuto (MMA) ma, spiegano gli autori, i risultati potrebbero scaturire dal fatto che il farmaco mascheri il sintomo principale del disturbo, ovvero l’emicrania.

L’MMA é la forma più comune della malattia da alte quote e può comparire ad altitudini di appena 2000 m. Circa il 25% delle persone che viaggiano ad altitudini di 2.750 metri o superiore soffre di mal di montagna acuto, che si manifesta con mal di testa, nausea, vertigini, stanchezza, vomito e, se non trattato, può evolvere verso un edema cerebrale, potenzialmente fatale. I sintomi di solito compaiono da 6 a 12 ore dopo aver raggiunto l'alta quota, ma una salita graduale riduce il rischio di soffrire di questa condizione.

Lo studio ha arruolato 294 escursionisti in Nepal analizzati quando si trovavano a 4280 o 4358 m sull’Himalaya. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere il placebo o 600 mg di ibuprofene, per tre giorni prima e durante la scalata fino a 4928 m. Il 62% dei partecipanti ha completato lo studio.

Nei 232 soggetti arruolati nell’analisi intention-to-treat l’ibuprofene si era dimostrato superiore al placebo nel ridurre l’incidenza di MMA (24,4% vs 40,4%, P=0,01). Comunque, quando gli esperi hanno ristretto le analisi ai 183 partecipanti che avevano completato il trial, l’incidenza del disturbo non era significativamente differente tra i due gruppi (32,9% vs 22,7%, P=0,129).

Nell’analisi intention-to-treat, l’ibuprofene era più efficace nel ridurre l’emicrania causata dall’altitudine, rispetto al placebo (42,3% vs 60,6% P<0,01). L’incidenza dell’emicrania severa era inferiore nei pazienti assegnati a ricevere il farmaco rispetto ai controlli (4,9% vs 14,7%, P=0,01). Anche in questo caso la differenza tra i due gruppi non era significativa quando le analisi venivano ristrette ai soggetti che avevano completato lo studio. In questo caso, l’incidenza dell’emicrania era del 54,8% nel gruppo assegnato al placebo e del 42,7% dei soggetti assegnati a ricevere il farmaco (P=0,11) e l’incidenza dell’emicrania severa era di 8,2% vs 3,6%, rispettivamente (P=0,18).

I risultati mostrano, quindi, che l’ibuprofene è efficace nel prevenire l’MMA nell’analisi intention-to-treat ma non nel gruppo di pazienti che hanno completato lo studio. La perdita della significatività statistica tra i due gruppi potrebbe essere spiegata dal fatto che le persone nel gruppo di controllo presentavano disturbi di maggiore gravità. Una limitazione importante era che il farmaco abbia mascherato l’emicrania, il sintomo principale del disturbo, rendendo difficoltosa la diagnosi.

Jeffrey H. Gertsch,  et al., Altitude Sickness in Climbers and Efficacy of NSAIDs Trial (ASCENT): Randomized, Controlled Trial of Ibuprofen Versus Placebo for Prevention of Altitude Illness Wilderness & Environmental Medicine, 2012;23:307-315
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