Non ce l'ha fatta nemmeno l'anti Alzheimer di Baxter, l'unico farmaco sperimentale per la terapia di questa malattia degenerativa ad essere rimasto in fase III, dopo il fallimento totale (bapineuzumab e latrepirdina) e parziale (solanezumab) degli altri potenziali concorrenti.

L'azienda americana oggi ha annunciato che nello studio di fase III Gap (Gammaglobulin Alzheimer's Partnership), la terapia con immunoglobuline per via endovenosa non ha raggiunto l’endpoint principale di riduzione del declino cognitivo e non ha dimostrato di preservare le abilità funzionali in pazienti con malattia di Alzheimer da lieve a moderata.

Lo studio è stato condotto in collaborazione con l’Alzheimer's Disease Cooperative Study (ADCS), un consorzio di studi clinici supportato dallo United States National Institute on Aging del National Institutes of Health.

Il trial ha arruolato 390 pazienti con Alzheimer da lieve a moderato provenienti da 45 centri in Usa e Canada, randomizzati a ricevere 200 o 400 mg/kg di immunoglobuline endovena o placebo ogni due settimane per un periodo di 18 mesi.

I dati preliminari dello studio hanno mostrato che dopo 18 mesi di terapia con immunoglobuline non è stata osservata una differenza statisticamente significativa nel tasso di declino cognitivo rispetto al placebo (7,4 con 400 mg/kg, 8,9 con 200 mg/kg e 8,4 con placebo). Inoltre, i risultati non hanno mostrato un cambiamento significativo delle abilità funzionali dopo la terapia con immunoglobuline rispetto ai controlli (-11,4 con 400 mg/kg, -12,4 con 200 mg/kg e -11,4 con placebo).

Nelle analisi per sottogruppi, la dose da 400 mg/kg di immunoglobuline ha portato a miglioramenti significativi rispetto al placebo delle capacità cognitive misurate attraverso la Alzheimer's Disease Assessment Scale – Cognitive Subscale (ADAS-Cog) e la Modified Mini-Mental State (3MS) nei pazienti con Alzheimer moderato e portatori del marker genetico  in ApoE4. La differenza era compresa tra il 16 e il 29%.

Le immunoglobuline sono state generalmente ben tollerate. Gli eventi avversi più frequenti nello studio (>5%) erano rash e riduzione dei livelli di emoglobina. Non sono state osservate differenze nell’incidenza di eventi tromboembolici tra i due gruppi e sono state osservate 17 reazioni avverse gravi, 12 con le immunoglobuline e 5 con placebo.

Le immunoglobuline umane normali (IVIg) contengono gli anticorpi IGg presenti nella normale popolazione. Vengono generalmente preparate da pool di plasma provenienti da non meno di 1000 donazioni. Hanno una distribuzione di sottoclassi di immunoglobulina G strettamente proporzionale a quella presente nel plasma umano nativo. Dosi adeguate di questa specialità medicinale possono riportare a valori normali i livelli di immunoglobuline G patologicamente ridotti. Le immunoglobuline del plasma contengono anticorpi umani che proteggono l’organismo dalle infezioni e hanno importanti proprietà immunomodulatorie e antinfiammatorie importanti per il trattamento di malattia neurologiche e immunocorrelate.    

Come già menzionato, il farmaco ha evidenziato una certa attività clinica in alcuni sottogruppi di pazienti portatori della mutazione genetica nota come ApoE4, la quale è nota per aumentare il rischio di Alzheimer. Il locus dell’ApoE sul cromosoma 19 è un gene che esiste, nella popolazione, in tre differenti forme o alleli (ApoE 2, 3, 4); ogni individuo ha due copie del gene, quindi vi possono essere diverse combinazioni, ognuna delle quali influenza in modo diverso la predisposizione dell'individuo al morbo di Alzheimer. In particolare il genotipo dell’ApoE è collegato all’età del primo attacco del morbo di Alzheimer.

L’azienda ha fatto sapere che continuerà ad analizzare i dati anche se saranno sicuramente necessari altri studi prima di valutare la possibilità di un eventuale deposito della domanda di registrazione. Baxter ha fatto sapere che prenderà una decisione sull'eventuale proseguimento dello sviluppo clinico del farmaco per questa indicazione entro la fine dell’anno. L’azione in borsa oggi ha perso il 2,46%, segno che il mercato non ha gradito l’esito del trial.