La supplementazione con vitamina D3 non riduce l'incidenza o il rischio di infezioni delle alte vie aeree negli adulti, stando ai risultati di un nuovo studio randomizzato e controllato pubblicato di recente online su Clinical Infectious Diseases.

Allo studio hanno partecipato 2259 pazienti di età compresa tra i 45 e i 75 anni che stavano anche prendendo parte a un trial di chemioprevenzione dell’adenoma del colon-retto. Tutti erano in buona salute e avevano livelli sierici di 25-idrossivitamina D pari a 12 ng/ml o superiori. I partecipanti sono stati assegnati al trattamento con 1000 UI/die di vitamina D3, calcio 1200 mg/die, vitamina D3 più calcio o placebo.

Tra i 759 partecipanti che hanno completato lo studio, i ricercatori non hanno trovato alcuna diminuzione significativa del rate ratio (RR) di episodi di infezioni delle alte vie aeree tra i quattro gruppi di trattamento (RR 0,93; IC al 95% 0,79-1,0 ) o di giorni di malattia durante l’inverno (RR 1,13; IC al 95% 0,90-1,43). Non si è notato nemmeno alcun calo delle sindromi simil-influenzali combinate (RR 0,95; IC al 95% 0,62-1,46) o dei raffreddori (RR 0,93; IC al 95% 0,78-1,10).

"La supplementazione con vitamina D non ha conferito alcuna protezione significativa contro i raffreddori, le sindromi simil-influenzali o qualsiasi infezione delle alte vie aeree, nemmeno tra i pazienti con livelli sierici basali più bassi di 25(OH)vitamina D, anche se i partecipanti con concentrazioni basali inferiori a 12 ng/ml sono stati espressamente esclusi dalla nostro studio” scrivono gli autori.

I partecipanti sono stati reclutati in 11 centri nel periodo compreso tra novembre 2009 e marzo 2011. Tra le infezioni delle alte vie aeree gli autori hanno incluso le sindromi simil-influenzali ( febbre e due o più dei seguenti sintomi: mal di gola, tosse, dolori muscolari o mal di testa) e il raffreddore (assenza di sindrome simil-influenzale, ma presenza di due o più dei seguenti sintomi in un solo giorno: rinorrea, congestione nasale, starnuti, mal di gola , tosse, e le ghiandole del collo gonfie o doloranti).

Durante tutto il periodo di studio , i ricercatori hanno fatto interviste telefoniche semestrali a 2228 partecipanti e non hanno trovato alcuna diminuzione dell’odds ratio di sindrome simil-influenzale (OR 1,14; IC al 95% 0,84-1,54) o raffreddore (OR 1,03; IC al 95% 0,87-1,23) tra i pazienti sottoposti alla supplementazione con la vitamina D3.

Non è emerso alcun beneficio significativo della supplementazione neanche in funzione dell’aderenza, del livello basale della vitamina D, dell’indice di massa corporea o dell’aver fatto o meno la vaccinazione antinfluenzale.

Michael Gleeson, della Loughborough University, nel Leucestershire, non coinvolto nello studio, ha detto di sospettare, nonostante l’ampiezza del campione, che la dose di vitamina D3 utilizzata nel trial sia insufficiente per modificare l’incidenza della malattia respiratoria nei soggetti che non hanno un deficit  di vitamina D e che invece sia possibile vedere un effetto in una popolazione più a rischio di malattie come gli atleti.

"Gli effetti della supplementazione con la vitamina D nei soggetti adulti con un deficit della vitamina (cioè con valori basali inferiori a 12 ng/ml) sulle infezioni delle alte vie aeree dovranno essere valutati ulteriormente in altri studi” concludono gli autori. Secondo Gleeson, inoltre, i prossimi trial dovranno anche valutare a quali dosi la vitamina D3 possa incidere sui marker della funzione immunitaria importanti per la difesa contro le infezioni delle vie respiratorie.

J.R. Rees, et al. Vitamin D3 Supplementation and Upper Respiratory Tract Infections in a Randomized, Controlled Trial. Clin Infect Dis. 2013;:57(10):1384-92. Doi: 10.1093/cid/cit549.
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