Il trattamento con statine è legato a una mortalità cardiovascolare ridotta nei pazienti molto anziani che hanno avuto un infarto, senza aumentare il rischio di mortalità oncologica. Lo evidenzia un ampio studio svedese appena pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology.

L'obiettivo della ricerca era valutare se il trattamento con statine sia sicuro ed efficace nei pazienti infartuati molto anziani, al di sopra degli 80 anni. La percentuale di questi soggetti è in aumento tra i pazienti ospedalizzati a causa di un infarto miocardico acuto (IMA), ma sebbene questi soggetti abbiano un maggior rischio di mortalità, l'applicazione dei principi della evidence-based medicine in questa popolazione è molto più bassa che non per quelli più giovani.

Pertanto, gli autori hanno analizzato i dati relativi a 21.420 pazienti ricoverati con una diagnosi di IMA tra il 1999 e il 2003, contenuti in un registro pubblico svedese. I dati completi sulle covariate e di follow-up erano disponibili per 14.907 di questi pazienti (popolazione A). Dalla popolazione B erano esclusi i pazienti deceduti entro 14 giorni dall'infarto per limitare il bias legato alla comorbidità sul trattamento con le statine, mentre la popolazione C era costituita da tutti i pazienti deceduto entro 365 dall'evento cardiovascolare.

In tutte e tre le popolazioni, i pazienti a cui era stata prescritta una statina al momento della dimissione avevano percentuali di mortalità per tutte le cuase significativamente inferiori. Nella popolazione A, il rischio relativo era pari a 0,55 (IC al 95% 0,51 - 0,59), nella popolazione B uguale a 0,65 (IC al 95% 0,60 - 0,71) e nella popolazione C 0,66 (IC al 95% 0,59 - 0,76). I risultati sono stati simili per le percentuali di mortalità cardiovascolare e per quelle di mortalità da IMA, mentre non si è osservato un aumento della mortalità oncologica nei pazienti trattati con statine.

Lo studio presenta comunque alcuni limiti, tra cui il disegno non randomizzato, la presenza di possibili fatori confondenti ignoti, i dati sulla terapia farmacologica basati solo sulle schede di dimissione ospedaliera e un follow-up mediano breve.
Secondo gli autori, questi dati suggeriscono che l'effetto protettivo delle statine nei pazienti molto anziani post-infarto miocardico è di ampiezza relativa simile a quella dimostrata dagli studi clinici randomizzati nella popolazione di mezza età, e potrebbe essere perfino superiore in termini assoluti.

J Am Coll Cardiol. 2010;55:1362-1369