Lenalidomide (Revlimid, Celgene) ha centrato l'endpoint primario in uno studio di fase III su pazienti affetti da mieloma multiplo, prolungando in modo significativo il tempo alla progressione della malattia rispetto al placebo.
Il trial, multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, è stato condotto dal gruppo cooperativo Cancer and Leukemia Group B (CALGB), in collaborazione con l'Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) e il Blood and Marrow Transplant Clinical Trials Network (BMT CTN), e ha coinvolto 568 pazienti affetti da mieloma multiplo trattati con una precedente terapia per non più di 12 mesi e non sottoposti precedentemente a trapianto di cellule staminali autologhe.

Durante lo studio, i pazienti sono stati sottoposti al trapianto e poi trattati col farmaco. I dati hanno evidenziato che i soggetti trattati con lenalidomide hanno ottenuto una riduzione del 58% del rischio di progressione della malattia rispetto al placebo. Grazie a questo risultato positivo, il trial è stato interrotto anticipatamente.
Il risultato è importante perché da corpo alla teoria che lenalidomide, somministrata come terapia di mantenimento, sia dopo un trattamento precedente con altri farmaci sia dopo il trapianto di cellule staminali, possa migliorare gli outcome.

Celgene ha fatto inoltre sapere che nel corso del 2010 saranno comunicati ulteriori risultati dello studio.

Lenalidomide è un immunodulatore derivato della talidomide ed è approvato dal 2006 negli Stati Uniti e dal 2007 in Europa come terapia di seconda linea per il trattamento del mieloma multiplo, in combinazione con desametasone.