Licosamide (Vimpat, UCB Pharma) è in grado di ridurre la frequenza delle crisi a esordio parziale (il tipo più frequente) nei pazienti adulti epilettici rispetto al placebo. Lo dimostrano i risultati di uno studio di fase III appena pubblicato online sulla rivista Epilepsia. È un'ulteriore conferma dell'efficacia antiepilettica del farmaco, già evidenziata in uno studio presentato lo scorso ottobre all'ultimo congresso dell'American Neurological Association.

Il trial è uno dei tre facenti parte del dossier registrativo che ha portato alla recente approvazione della licosamide da parte dell'Fda come terapia aggiuntiva per il trattamento delle crisi a esordio parziale nei soggetti epilettici al di sopra dei 17 anni. In Europa, è invece autorizzata per la stessa indicazione dall'agosto del 2008.
Il meccanismo d'azione della molecola non è ancora noto con certezza, ma sembra riduca l'attività dei canali del sodio e sia coinvolta nello sviluppo dei neuroni danneggiati. La combinazione dei due effetti potrebbe prevenire la diffusione di attività elettriche anomale a tutto il cervello, riducendo le possibilità di insorgenza degli attacchi.
Il farmaco è disponibile sia sotto forma di compresse sia come infusione endovenosa.

Anche se in questo studio si è dimostrato efficace a due diversi dosaggi (400 e 600 mg/die), la dose massima approvata dalle autorità regolatorie è 400 mg/die.
L'obiettivo della terapia antiepilettica è quello di ridurre il più possibile o eliminare le crisi convulsive, con effetti collaterali minimi. Sebbene l'ideale sia la monoterapia, meno della metà (il 47%) dei pazienti riesce a ottenere l'assenza di crisi con un solo farmaco. "Se la monoterapia non è efficace, l'aggiunta di un secondo antiepilettico può aiutare alcuni pazienti a raggiungere più rapidamente gli obiettivi terapeutici" ha dichiarato Steven Chung, MD, primo autore dello studio e direttore del Centro di ricerca sull'epilessia del Barrow Neurological Institute presso il St. Joseph's Medical Center di Phoenix, in Arizona (Usa).

In questo studio, i ricercatori hanno arruolato 405 pazienti tra i 16 e i 70 anni che avevano avuto crisi a esordio parziale non controllate, con o senza generalizzazione secondaria, per almeno due anni nonostante il trattamento con almeno due antiepilettici. L'obiettivo del trial, randomizzato e controllato con placebo, era valutare efficacia e sicurezza di due diversi dosaggi (400 e 600 mg/die) del farmaco, che è stato testato in associazione a un'ampia gamma di antiepilettici (principalmente levetiracetam, lamotrigina, carbamazepina, oxcarbazepina, fenitoina, topiramato, valproato e zonisamide), con o senza stimolazione vagale (VNS).
Nei pazienti trattati con entrambe le dosi di licosamide si è avuta una riduzione della frequenza delle crisi per 28 giorni rispetto al basale significativamente superiore a quella del gruppo placebo [37,3% per licosamide 400 mg/die (P=0,008) e 37,8% per licosamide 600 mg/die (P=0,006] contro 20,8% per il placebo).
Inoltre, la percentuale dei responder al 50% (percentuale dei pazienti che hanno una riduzione della frequenza delle crisi pari o superiore al 50% dal basale al periodo di mantenimento) è stata del 38,3% nel gruppo licosamide 400 mg/die (P<0,001) e 41,2% nel gruppo trattato col dosaggio superiore (P<0,001) contro solo il 18,3% nel gruppo placebo.

Oltre all'efficacia, il farmaco ha mostrato anche un buon profilo di sicurezza. I più comuni eventi avversi dose-dipendenti riportati, in linea con quelli già osservati in altri studi su licosamide, sono stati vertigini (44,9%), nausea (13,3%), vomito (12,3%) e tremori (11%); la maggior parte di essi sono stati di intensità lieve o moderata.