Un team internazionale di scienziati  ha identificato una molecola in grado di inibire un enzima chiave per la sopravvivenza del parassita responsabile della malaria. Lo studio, guidato dal Dipartimento di Pediatria dell’Università di San Diego, è stato pubblicato sul Journal of Medicinal Chemestry.

Come spiegato dagli esperti, la malaria tropicale è responsabile di più di 1,2 milioni di decessi l’anno. Le forme più gravi della malattia sono causate dal parassita Plasmodium falciparum che viene trasmesso all’uomo attraverso la puntura della zanzara Anofele. L’eradicazione della malaria non è ancora possibile a causa della mancanza di vaccini e per l’abilità del parassita di sviluppare resistenza a molti farmaci.

Gli esperti hanno effettuato lo screening di circa 350.000 molecole del National Institutes of Health's Molecular Libraries Small Molecule Repository (MLSMR) per identificare quelle in grado di inibire G6PD, la glucosio-6-fosfato deidrogenasi, un enzima che, nell’uomo, gioca un ruolo chiave nella via dei pentoso fosfati. La molecola gioca un ruolo importante nello sviluppo di P. falciparum. Infatti G6PD catalizza gli step iniziali del processo che protegge il parassita dallo stress ossidativo nei globuli rossi, creando un ambiente nel quale il microrganismo può sopravvivere.

Le persone che naturalmente presentano un deficit di G6PD sono protette dalla malaria e dai sintomi della malattia e questa osservazione ha portato i ricercatori a condurre una ricerca per identificare molecole in grado di inibire questo enzima. Gli individui di razza africana, mediorientale e asiatica meridionale presentano la maggiore incidenza di carenza di G6PD forse perché questo deficit enzimatico conferisce a tali popolazioni una maggiore resistenza alla malaria, in particolare a quella causata dal P. falciparum.

L’enzima G6PD del parassita (PfG6PD, Parasitic form) contribuisce alla maggior parte dell’attività di G6PD nei globuli rossi infetti. Siccome il parassita vive nel sangue delle persone infette, gli scienziati hanno voluto identificare una molecola in grado di inibire solamente l’enzima del parassita e non quello umano.

I ricercatori hanno sintetizzato in laboratorio il primo PfG6PD ricombinante e lo hanno utilizzato per identificare una molecola in grado di inibire la sua attività.
ML276 è il primo inibitore selettivo di PfG6PD, che blocca la crescita del parassita responsabile della malaria nelle colture di globuli rossi, anche dei microrganismi resistenti ai farmaci attualmente disponibili per la malattia.

La malaria è una parassitosi che attualmente minaccia oltre il 40% della popolazione mondiale, in particolare quella residente nei Paesi poveri. E' provocata da protozoi del genere Plasmodium, dei quali la specie più pericolosa è la Plasmodium falciparum, con il più alto tasso di mortalità fra i soggetti infestati.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in alcune zone dell’Europa Occidentale, e precisamente in Francia, Regno Unito, Germania, Italia e Spagna tra il 2000 e il 2010 si sono registrati circa 93.000 casi di malaria, la maggior parte dei quali causati da P. falciparum, la specie più mortale tra le cinque che causano la malaria.

Nello specifico, la Francia è la nazione più colpita con 56.638 casi, seguita dal Regno Unito con 19.132, dalla Germania con 7.581, dall’Italia con 5.881 (dati disponibili solo fino al 2007) e dalla Spagna con 3.755 casi.

Janina Preuss, et al., Discovery of aPlasmodium falciparum glucose-6-phosphate dehydrogenase 6-phosphogluconolactonase inhibitor (R,Z)-N-((1-ethylpyrrolidin-2-yl)methyl)-2-(2-fluorobenzylidene)-3-oxo-3,4-dihydro-2H-benzo[b][1,4]thiazine-6-carboxamide (ML276) that reduces parasit. Journal of Medicinal Chemistry, 2012
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