Nonostante l'aumento di quasi 443,7 milioni di dollari degli investimenti in ricerca e sviluppo sulle malattie neglette tra il 2007 e il 2011, troppo denaro va ancora a finire nella ricerca di base, piuttosto che nello sviluppo di farmaci, vaccini e prodotti diagnostici di cui c'è un disperato bisogno nei Paesi poveri del mondo. È questa la denuncia più preoccupante che scaturisce da un rapporto diffuso di recente, il rapporto G-Finder, realizzato dal centro ricerche Policy Cures e finanziato dalla Bill & Melinda Gates Foundation.


Nel documento si legge anche che i governi sono ancora di gran lunga la principale fonte di finanziamento (circa 2 miliardi di dollari all'anno, pari a circa i due terzi dei finanziamenti totali) per la R&S sulle malattie neglette; tuttavia, mentre i fondi stanziati per la ricerca di base sono aumentati del 28% nel corso degli ultimi 5 anni, gli investimenti pubblici nello sviluppo di nuovi prodotti sono calati dell'1%, e ora quasi un terzo dei finanziamenti pubblici va appunto alla ricerca di base.


La tendenza è preoccupante, denuncia il rapporto, in quanto i settori da cui tradizionalmente arrivano i fondi per  lo sviluppo dei prodotti - l'industria e le donazioni benefiche - hanno anche ridotto o riorientato i loro budget nell’ultimo quinquennio.


Gli investimenti maggiori delle Big Pharma sono sempre più negli studi di fase III in "un numero limitato di settori 'semi-commerciali' come la febbre dengue, la polmonite, la meningite batterica e la tubercolosi". Queste tre malattie rappresentano ormai i due terzi di tutti i finanziamenti del settore, mentre erano la metà nel 2008.


Inoltre, dal 2008 ad oggi le donazioni filantropiche sono scese del 27,4%, un calo ascrivibile in gran parte alle "diminuzioni cicliche" della Fondazione Gates, che fornisce più di 80 centesimi su ogni dollaro erogato da questo settore.


Le partnership per lo sviluppo di nuovi prodotti - organizzazioni no-profit che sviluppano nuovi farmaci per le malattie neglette – sono le realtà responsabili dello sviluppo del 40% dei nuovi prodotti registrati a livello globale tra il 2000 e il 2010. Tuttavia, il rapporto G-Finder indica anche chem secondo alcuni critici, questi prodotti erano obiettivi facili da raggiungere, mentre le  partnership devono ancora dimostrare di essere in grado di sviluppare prodotti innovativi, più difficili.


Nel documento si sostiene poi che "i fondi pubblici continueranno a essere sprecati senza un coordinamento migliore di quello che abbiamo visto fino ad oggi". A tal fine, si invita a migliorare la collaborazione tra i governi, la filantropia e le industrie farmaceutiche, dando all'Organizzazione mondiale della sanità un ruolo significativo ", in modo che i fondi a disposizione della ricerca siano dedicati allo sviluppo di prodotti di cui i paesi poveri hanno bisogno, non solo spesi in ricerca per amore della ricerca fine a sé stessa".


Maria Moran, direttore esecutivo di Policy Cures, ha affermato di essere preoccupata per il fatto che il modello di investimento sembra tornare indietro ai vecchi tempi, in cui il settore pubblico finanziava la ricerca di base lasciando lo sviluppo dei prodotti all’industria o filantropia.


Di conseguenza, ha aggiunto la Moran, "praticamente non sono quasi stati sviluppati nuovi farmaci, vaccini e mezzi diagnostici per le malattie neglette. Questo modello non funziona è e non può farlo per malattie neglette non commerciali  È un po' come portare l’uomo sulla luna: gli scienziati sono necessari, ma bisogna anche costruire il razzo per trasportarli,.altrimenti non arriveranno mai.


Rapporto G-Finder